IA un vaso di pandora che non riusciremo a richiudere.
La presenza sempre più invasiva dell’IA inizia a mostrare i suoi effetti su occupazione e attività professionali.
Sin dall’inizio l’IA ha mostrato un aspetto amichevole, quasi gioioso, di compagno di ricerche, di supporto a analisi di dati e per approfondire argomenti.
Ora inizia a manifestare il suo vero potenziale che avrà un effetto dirompente sulla struttura sociale e economica della nostra civiltà.
L’illusione in cui ci siamo cullati era quella che l’IA ci avrebbe aiutato nei compiti più noiosi e ripetitivi a partire dalla gestione della contabilità, nell’analizzare dati economici, fare classificazione di aziende e business plane, controllare gli incassi della GDO, ecc.
Poi, ci siamo accorti che le sue capacità si sono evolute e come dice il noto comico Civoli a proposito di un noto ERP: tu non fai niente, (fa tutto l’IA) e sembri un fenomeno!
Questo enunciato apparentemente molto positivo in realtà nasconde il fatto che l’IA è ormai in grado di sostituire i contabili e gli amministrativi o, almeno, di ridurne fortemente il numero e l’importanza del loro ruolo.
Risultato: licenziamenti massivi in realtà aziendali che fino a poco tempo fa erano a caccia di personale amministrativo come Amazon e altre piattaforme di vendita on line.
Infatti, i licenziamenti negli Stati Uniti hanno toccato livelli “da recessione” nel mese di ottobre, con circa 150 mila posti persi e un totale di esuberi pari a 1,1 milioni da inizio 2025.
I dati arrivano da Challenger, Gray & Christmas, un’azienda privata che monitora le riduzioni dei posti di lavoro, e certificano una situazione difficile sul fronte occupazionale negli States: su base annuale infatti, i numeri del 2025 sono i più alti registrati dalla pandemia e in linea con i tagli effettuati tra 2008 e 2009, durante la Grande recessione.
D’altra parte, almeno per il momento l’IA non ha (ancora) mani o gambe e la sua applicazione in ambito fisico si limita a gestire le macchine utensili a controllo numerico (CAD/CAM), i grandi centri di smistamento automatizzati, la gestione delle scorte dei supermercati e le indicazioni del posizionamento dei prodotti in funzione del margine di guadagno, attività dove può esplicare tutta la sua potenza.
La sua efficienza però riesce a esprimersi, nei compiti più intellettuali e digitali, e sui prodotti da essi derivati come l’invio di mail e quel fastidiosissimo sistema di chiamate tese a promuovere questo o quel prodotto (in questo periodo vanno fortissimo i ”depuratori” d’acqua, i gestori energetici e l’offerta di investimenti truffa in quote di note aziende) con la massima indifferenza del garante della privacy e del mio gestore telefonico, più volte allertato, in occasione dell’uso fraudolento del mio numero telefonico per attività di spoofing.
Tornando a Amazon, 30.000 esuberi da eliminare e la maggior parte sono dei colletti bianchi, impiegati e quadri intermedi che vengono sostituiti da applicazioni di IA.
Anche in Ups – che ha già annunciato 14mila esuberi negli ultimi 22 mesi – si discute di riduzioni del personale pari addirittura a 48mila unità.
Quello che, però, mi ha incuriosito è stato il commento di un noto giornalista economico su Radio24 che non pareva tanto indignato per i licenziamenti di Amazon e UPS ma per il fatto che aveva appena realizzato che tra i prossimi impieghi a rischio ci saranno sia le attività giornalistiche che i ruoli dei commentatori come lui.
Non credo occorra ricordare lo sciopero dei doppiatori di inizio 2025, nel quale si ribadiva come non si potesse utilizzare la loro voce sintetizzata per doppiare gli attori stranieri senza riconoscere la royalty al doppiatore.
Ma ci stiamo dimenticando che ogni giorno interagiamo con Siri, Alessia, navigatori stradali e altri fonti non umane e ne siamo ben contenti.
Per non parlare dei servizi di assistenza on line che spesso non hanno le opzioni che ci sarebbero utili e ci chiudono il telefono in faccia o ci rinviano senza alcuna alternativa al menù di partenza.
Questo a livello macroscopico vuol dire che andremo incontro ad un grande restringimento dell’offerta di lavoro senza quella crescita di prodotti o servizi che ha reso il luddismo un movimento sbagliato.
Infatti, la prima rivoluzione industriale, che ha visto la sostituzione della forza muscolare e idraulica con quella meccanica ed elettrica, ha consentito di creare prodotti e servizi prima impensabili (trasporti, prodotti industriali, beni di largo consumo, ecc.).
Oggi il Grande Fratello promette solo una riduzione dei posti di lavoro intellettuali andando a creare una nuova società in cui chi gestirà i processi diverrà sempre più ricco e potente e chi effettuerà dei lavori manuali potrà sopravvivere, per gli altri … l’oblio.
L’estinzione minaccia venditori, negozianti, bigliettai, edicolanti, impiegati, contabili, personale bancario…
Resteranno idraulici, meccanici, muratori, giocatori di calcio, contadini, tennisti e manager.
Un futuro che se ci guardiamo attorno è molto prossimo e che francamente renderà l’umanità un posto che a me sinceramente non piace.
E a voi ?

