In calo gli NPL
Crediti deteriorati ai minimi: un segnale di solidità per il sistema bancario
Il sistema bancario italiano continua a mostrare segnali di rafforzamento sul fronte della qualità del credito.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), ad aprile 2026 i crediti deteriorati netti (Non-Performing Loans, NPL) sono scesi a 25,9 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 27,7 miliardi registrati a dicembre 2025.
Ad aprile 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,24% dei crediti totali, rispetto all’1,32% di dicembre 2025 e addirittura del 9,8% di dicembre 2015.
La netta riduzione di tali importi è evidente con un semplice paragone con il picco di oltre 196 miliardi raggiunto nel 2015, rispetto a quale si è registrata una contrazione superiore ai 170 miliardi.
Il dato assume particolare rilevanza perché riflette una maggiore resilienza del settore bancario e prova l’adozione di una più efficace gestione del rischio di credito. L’incidenza dei crediti deteriorati sul totale degli impieghi si è infatti ridotta all’1,24%, un livello impensabile solo dieci anni fa, quando la crisi finanziaria e quella del debito sovrano avevano messo sotto forte pressione gli istituti di credito italiani.
L’evoluzione positiva degli NPL si inserisce in un contesto favorevole anche per l’attività creditizia. I finanziamenti a famiglie e imprese continuano infatti a crescere, sostenuti da una domanda in ripresa e da condizioni di mercato relativamente stabili.
Difatti, a maggio 2026 l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 3,0% su base annua, proseguendo per l’undicesimo mese consecutivo nel trend di crescita. A dicembre 2025 i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,5% e quelli alle imprese del 2,0%. Per le famiglie è il diciassettesimo mese consecutivo di incremento e per le imprese è l’undicesimo mese consecutivo di crescita dei prestiti.
Parallelamente, i tassi di interesse sui nuovi prestiti mostrano una sostanziale stabilizzazione – il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese e quello alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si attesta nella fascia tra il 3,49% e il 3,51% – contribuendo a mantenere favorevoli le condizioni di accesso al credito.
Pur restando elevata l’attenzione verso le incertezze del quadro macroeconomico internazionale, la costante riduzione dei crediti deteriorati rappresenta un indicatore incoraggiante della solidità patrimoniale delle banche italiane. Un sistema creditizio più sano non solo rafforza la stabilità finanziaria del Paese, ma crea anche le condizioni per sostenere con maggiore efficacia gli investimenti e la crescita dell’economia reale.

