TURISMO storia e cultura traino dell’economia italiana

TURISMO storia e cultura traino dell’economia italiana

Prosegue un primo approfondimento connesso al recente articolo sul modello delle 3 T

In particolare, è importante ed estremamente necessario non solo per l’economia italiana mostrare un dato del moltiplicatore turistico realistico.

Da fonti recenti del Sole XXIV Ore del 17.10 26 si rilevano dati sul turismo attorno al 13-18 % del Pil, considerando effetti diretti e indiretti + indotti ma manca ancora tanto.

Le basi dati di rilevazione del Pil turistico non tengono conto, per esempio, dell’edilizia abitativa e non a carattere prettamente turistico, dalla costruzione delle seconde case fino agli alberghi (p.e. Istat include solo un consumo turistico interno le seconde case per vacanza), di parte del trasporto per i movimenti turistici, acqua terra cielo, dell’industria della cultura e della storia compresi i tour turistici, di buona parte del settore agricolo non solo collegato al food e alle produzioni di territorio ma pure alla diffusione di marchi e immagini dei prodotti, dello sport e degli eventi ludici ma pure artistici ed escursionistici, delle contaminazioni nei comparti artigianali e commerciali e così via.

Insomma, la matrice multipla a doppia entrata di rilevazione del moltiplicatore turistico non è completa e soprattutto non vi sono, allo stato, evidenze scientifiche né vi sono studi aggiornati per formulare un dato del moltiplicatore turistico quanto meno forte e completo.

Ecco perché anche recentemente ho scritto che il turismo arriva a contribuire al Pil verso un valore non meno del 30% derivato ancora da studi della mia tesi di laurea in Bocconi ovviamente da ricreare.

Una matrice aggiornata dovrebbe inoltre distinguere gli effetti indiretti, cioè quelli derivanti dagli acquisti intermedi delle imprese, dagli effetti indotti, legati alla spesa dei redditi generati dall’attività economica, evitando i rischi di doppi conteggi: sommare la spesa turistica, il fatturato delle imprese fornitrici e gli investimenti immobiliari senza distinguere il rispettivo valore aggiunto produrrebbe una misura gonfiata, non una misura più completa del PIL.

E’ un’ipotesi di rilievo, che merita di essere ricostruita attraverso una nuova ricerca empirica, e l’over 30% non è ancora un dato scientificamente acquisito in assenza di una matrice aggiornata, di coefficienti verificabili e di un procedimento trasparente di attribuzione del valore aggiunto.

Il WTTC (World Travel & Tourism Council) ha realizzato in collaborazione con Oxford Economic una metodologia per misurare l’impatto del turismo e dei viaggi ed è già un passo avanti verso la creazione di un moltiplicatore forte.

Tuttavia, allo stato, abbiamo l’immagine di un poliedro turismo a più sfaccettature delle quali se ne vogliono mostrare solo alcune e le misure che girano del PIL turistico non appaiono coincidere davvero con il valore economico complessivo generato dal turismo.

Rimane un punto fermo poiché emerge inequivocabilmente ovunque che il turismo è un sistema economico trasversale non già un insieme circoscritto di industrie turistiche, dove nei molti Paesi dove è presente rimane un motore dello sviluppo economico potente.

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