Dalla terra alla pelle: la bellezza siciliana di Carolina Marchese

Dalla terra alla pelle: la bellezza siciliana di Carolina Marchese

Cosa hanno in comune un ulivo, un mandorlo e un giovane progetto di cosmetica?

Molto più di quanto si potrebbe immaginare.

Basta aprire una scatola di CaroCare, il progetto ideato dalla giovane imprenditrice siciliana Carolina Marchese, per trovare tre prodotti che raccontano immediatamente un territorio: olio extravergine di oliva, olio di mandorla e olio di canapa. Oli ottenuti da coltivazioni biologiche della sua famiglia e trasformati in una proposta di bellezza naturale, con un’idea semplice e al tempo stesso innovativa: portare la terra siciliana sulla pelle.

È da qui che comincia la storia di Carolina.

Non da un business plan, non da una startup nata in un incubatore, ma da un’azienda agricola e da una famiglia che coltiva la propria terra a Mazzarino, nel Nisseno, dal 1860.

Carolina ha 29 anni e, dopo la laurea alla IULM di Milano, avrebbe potuto scegliere una strada completamente diversa. Invece ha deciso di tornare in Sicilia e di affiancare la madre, Licia Guccione, alla guida dell’azienda agricola di famiglia.

La sua è la quinta generazione di una storia agricola profondamente legata al territorio.

Ma Carolina non si limita a raccogliere un’eredità. La trasforma.

Durante il lockdown, osservando sui social il successo delle ricette di skincare casalinga realizzate con prodotti normalmente presenti nelle dispense — olio, caffè, zucchero — le viene un’idea: perché non mettere insieme la tradizione agricola con la sua passione per il beauty e l’innovazione?

Nasce così CaroCare.

L’intuizione è quella della “bellezza edibile”: prodotti naturali che nascono da ingredienti agricoli e che possono essere utilizzati per la cura della pelle, in un’idea di benessere che mette in relazione ciò che introduciamo nel nostro corpo con il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi.

Il prodotto diventa quindi il punto di incontro tra due mondi apparentemente lontani: l’agricoltura e la cosmetica.

Ma c’è un altro elemento interessante: la filiera.

Gli oli utilizzati da CaroCare provengono dalle piante coltivate e curate direttamente dalla famiglia. Non è quindi soltanto una storia di cosmetica naturale, ma anche di valorizzazione della produzione agricola locale.

E persino il packaging segue la stessa filosofia. I prodotti vengono proposti in scatole di latta riciclabili, pensate per evitare sprechi e poter essere riutilizzate.

È un piccolo esempio di economia circolare, ma soprattutto è un modo intelligente di trasformare una risorsa già presente nel territorio in qualcosa di nuovo.

E qui, forse, sta la parte più interessante della storia di Carolina.

Innovare non significa necessariamente dimenticare quello che c’era prima. A volte significa guardarlo con occhi nuovi.

L’olio di oliva e le mandorle appartengono da secoli alla storia agricola della Sicilia. Carolina li porta in un settore completamente diverso, quello della bellezza, e prova a trasformarli in un prodotto capace di parlare anche a un consumatore internazionale.

La scommessa sembra funzionare.

CaroCare, nata durante la pandemia, ha trovato spazio prima sul mercato italiano e poi all’estero, raggiungendo clienti in Germania, Polonia e Svizzera. L’azienda agricola continua intanto a sviluppare il proprio core business, quello dell’olio e delle coltivazioni biologiche.

Ma quello che mi colpisce maggiormente della storia di Carolina è un altro aspetto.

È una giovane donna che è partita da Milano per tornare in Sicilia.

Ha portato con sé una formazione diversa, una sensibilità nuova e una passione personale, ma non ha avuto bisogno di rinnegare le proprie radici. Al contrario, ha scelto di utilizzarle come punto di partenza.

È una storia che racconta bene quanto il rapporto tra donne e territorio possa essere un rapporto dinamico: il territorio offre identità, conoscenze, materie prime e memoria; la donna può restituirgli innovazione, nuovi mercati e nuove possibilità.

E forse è proprio questo uno dei modi migliori per parlare oggi di sviluppo dei territori.

Non chiedersi soltanto che cosa possiamo produrre con ciò che abbiamo, ma anche che cosa possiamo inventare partendo da ciò che abbiamo.

Carolina Marchese, con i suoi oli, le sue creme e la sua idea di “bellezza edibile”, sta provando a dare una risposta.

Una risposta che parte da un ulivo e da un mandorlo di Mazzarino e arriva, attraverso il digitale e l’e-commerce, molto più lontano.

Perché qualche volta il futuro non nasce lontano dalle radici. Nasce proprio lì, dove le radici sono più profonde.

BOX

Carolina Marchese
29 anni, siciliana, laureata alla IULM di Milano, è la quinta generazione dell’azienda agricola di famiglia, attiva a Mazzarino, nel cuore della Sicilia.

Il progetto
Con CaroCare ha trasformato gli oli prodotti dall’azienda agricola — dall’olio extravergine di oliva all’olio di mandorla — in prodotti per la cura della pelle, creando un ponte tra agricoltura, cosmetica e innovazione.

La filosofia
Valorizzare ciò che già esiste nel territorio, lavorando su filiera corta, agricoltura biologica, sostenibilità e riduzione degli sprechi.

La sfida
Dimostrare che le radici non sono un limite, ma possono diventare il punto di partenza per costruire nuovi prodotti, nuovi mercati e nuove opportunità.

Dove nasce la storia
Mazzarino, provincia di Caltanissetta, Sicilia.

Una storia di territorio, ma soprattutto una storia di futuro: perché innovare, qualche volta, significa semplicemente imparare a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo sempre avuto davanti.

 

 

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