Le banche greche superano gli stress test
La crisi del debito sovrano in Europa e la ripresa delle banche elleniche
Gli anni dal 2009 al 2011 saranno ricordati dagli economisti come anni complicati per il debito sovrano di alcuni paesi europei.
Recessione, conti pubblici in dissesto e sistemi bancari ai limiti della tenuta misero a dura prova l’economia di Irlanda, Portogallo e Grecia. Poco meglio Spagna e Italia.
Erano gli anni in cui imparammo che lo stato di salute dei paesi europei si misura sulla base del differenziale di rendimento dei titoli pubblici rispetto ai bund tedeschi, i titoli governativi del paese che trascina lo sviluppo economico dell’Eurozona.
A ottobre 2009 venne dichiarato il dissesto dei conti pubblici in Grecia, che a maggio 2010 beneficiò di un prestito di salvataggio da 110 milioni di euro da parte dei paesi dell’Eurozona, di cui 30 versati dal FMI.
Sostegno pubblico venne garantito anche a Irlanda e Portogallo.
La crisi del debito sovrano si estese velocemente ai titoli degli istituti di credito in ragione delle strette interconnessioni tra conti pubblici e comparto bancario.
Dalla crisi più nera del 2011-2012 gli istituti ellenici sono riemersi e oggi corrono sul listino di Atene.
I 4 istituti principali – National Bank of Greece, Pireus, Alpha Bank e Eurobank – hanno recentemente superato gli stress test della BCE in anticipo rispetto alla fine del programma di sostegno alla stabilità della Grecia previsto per agosto.
Il miglioramento delle banche greche è attestato anche dalle agenzie di rating.
Nei giorni scorsi Standard & Poor’s ha promosso il rating di credito a lungo termine delle principali quattro banche elleniche, considerate critiche per la stabilità economica della Grecia e, per questo, soggette a una vigilanza regolamentare più stretta.
Insieme a loro è stata “promossa” anche l’Aegean Baltic Bank.
Dalla crisi più nera del 2010 gli istituti ellenici hanno rialzato la testa e oggi hanno patrimoni solidi.
Si è trattato di una crisi profonda, da cui però abbiamo imparato tanto. Il lascito, importante, è stato quello di un insegnamento da capitalizzare e su cui fondare, come è stato fatto, regole più rigide per la tutela di un sistema bancario che non può implodere.

