Il vino che ha scelto il mare
A Termoli una bottiglia di Tintilia può trascorrere mesi a 38 metri di profondità.
Dietro questa idea c’è Sandra Palombo, imprenditrice che ha trasformato una sperimentazione nata durante la pandemia in un progetto che unisce vino, mare e territorio.
Ci sono prodotti che raccontano un territorio attraverso il gusto. E poi ce ne sono alcuni che sembrano voler raccontare anche la capacità di quel territorio di cambiare.
Per incontrare uno di questi prodotti bisogna scendere in mare.
A Termoli, a circa sei miglia dalla costa e a 38 metri di profondità, è nata Le Profondità, una cantina subacquea nella quale alcuni vini molisani vengono lasciati ad affinare per sei-otto mesi. Il progetto, ideato dall’imprenditrice Sandra Palombo, è nato durante la pandemia ed è stato presentato nel 2023. Le prime bottiglie recuperate dal mare erano Tintilia e Falanghina, in quantità limitata, e sono state sottoposte alla valutazione degli enologi.
È un’immagine difficile da dimenticare: una bottiglia di vino che, invece di riposare in una cantina, passa mesi nel buio del mare Adriatico.
Ma la parte più interessante della storia non è soltanto la sua originalità.
È il modo in cui un prodotto profondamente legato alla tradizione incontra l’innovazione.
La Tintilia del Molise non è infatti un vino scelto casualmente. È il vitigno autoctono che più direttamente richiama l’identità enologica della regione. La sua denominazione comprende una zona che si estende tra i monti Frentani e il Matese e arriva verso l’Adriatico, interessando 76 comuni delle province di Campobasso e Isernia.
Il mare, dunque, non è soltanto lo scenario spettacolare dell’esperimento.
È parte del territorio.
Ed è proprio qui che la storia di Sandra Palombo diventa interessante anche dal punto di vista imprenditoriale. Perché valorizzare un territorio non significa necessariamente ripetere ciò che quel territorio ha sempre fatto. Può significare anche prendere una materia prima tradizionale e provare a guardarla da un’altra prospettiva.
L’idea è nata in un momento tutt’altro che favorevole all’impresa. La pandemia aveva fermato attività, persone e progetti. Palombo ha utilizzato quel periodo per immaginare una soluzione nuova e ha dato vita a una startup tutta al femminile. Nel 2023, quando il progetto è stato presentato pubblicamente, le bottiglie erano già state recuperate dopo mesi trascorsi sott’acqua e il vino aveva iniziato a suscitare interesse anche fuori dai confini regionali.
Non sappiamo se il futuro del vino sarà sott’acqua. E forse non è neppure questo il punto.
L’esperimento è interessante perché mette in relazione prodotto, ricerca, ambiente e identità territoriale.
E racconta qualcosa anche del Molise.
Alla fine del 2025 le imprese femminili registrate nella regione erano 8.877, pari al 27,1% del totale delle imprese molisane. È una quota particolarmente significativa nel panorama italiano, anche se nello stesso anno il numero delle imprese femminili molisane è diminuito dell’1,3%. A livello nazionale, invece, le imprese femminili erano 1.302.974, il 22,3% del totale.
Sono numeri che aiutano a leggere la storia di Palombo in un contesto più ampio.
L’imprenditoria femminile non è infatti soltanto una questione di quantità. I dati più recenti di Unioncamere mostrano una trasformazione verso imprese femminili più strutturate e con maggiore capacità di competere sul mercato, nonostante nel 2025 il numero complessivo sia leggermente diminuito.
E anche il Molise offre segnali interessanti sul fronte dell’innovazione: nel 2024 era la regione italiana con la maggiore incidenza di startup innovative a guida femminile, pari al 27,5%.
Dentro questi numeri, una bottiglia che riposa in fondo al mare può sembrare una piccola storia.
In realtà racconta molte cose insieme.
Racconta una donna che ha scelto di trasformare un’idea insolita in un progetto imprenditoriale. Racconta un vino che appartiene alla memoria agricola di una regione e che viene affidato a una tecnologia e a un ambiente inconsueti. Racconta un territorio che non vuole essere rappresentato soltanto attraverso ciò che ha conservato, ma anche attraverso ciò che sta provando a costruire.
E racconta, ancora una volta, che innovare non significa necessariamente abbandonare le proprie radici.
A volte significa portarle in un luogo dove non erano mai state prima.
In questo caso, fino a 38 metri sotto il mare.
IL TERRITORIO IN UNA BOTTIGLIA
La Tintilia del Molise DOC è legata a un’area di produzione che comprende 76 comuni delle province di Campobasso e Isernia. Il disciplinare individua nella Tintilia N. la varietà di uva da vino e descrive un territorio collinare e pedemontano che dai monti Frentani e dal Matese digrada verso il mare Adriatico.
Fonti: Unioncamere-InfoCamere, Osservatorio per l’imprenditorialità femminile; Ministero dell’Agricoltura, disciplinare della Tintilia del Molise DOC; ANSA, 21 ottobre 2023.

