Smascheriamo la disinformazione
Le energie rinnovabili non affosseranno l’agricoltura sarda
In Sardegna oggi si discute del futuro energetico dell’isola con toni accesi e, talvolta, affermazioni sorprendenti. Una fra tutte: “Le rinnovabili affosseranno l’agricoltura”. Una frase che, più che un’opinione, sembra un atto di disinformazione o peggio, uno slogan dettato dalla malafede.
Facciamo chiarezza: i progetti attualmente proposti coprirebbero solo *1/100 del territorio sardo*. Una proporzione marginale, soprattutto se confrontata con gli ostacoli reali che l’agricoltura affronta da decenni.
I problemi veri dell’agricoltura sarda
I drammi della pastorizia e dell’agricoltura sarda non iniziano certo con le pale eoliche o i pannelli solari:
– Peste suina africana: quarant’anni di lotta senza soluzioni definitive
– Lingua blu: da 25 anni piega greggi e allevatori
– Dermatite nodulare: l’ultima emergenza, ancora avvolta nel silenzio
– PAC: politiche europee incomprensibili e penalizzanti, con allevatori sardi che ricevono metà dei contributi rispetto ai lombardi
– Risorse idriche scarse e viabilità rurale insufficiente
– Pensioni da fame: 600 euro al mese per una vita di lavoro senza sosta
Speculazioni sì, ma non solo nelle rinnovabili
Certo, anche nel settore delle rinnovabili esistono rischi di speculazione. Ma non possiamo dimenticare quelle *edilizie, **energetiche* o *alimentari*:
– Il prezzo del petrolio crolla, ma il costo dei carburanti aumenta
– Il grano è pagato a 23 € al quintale, ma il pane si vende a oltre 500 €
– Le bolle finanziarie sono ovunque e non certo collegate ai pannelli solari
Le false alternative
Sentiamo ancora proporre l’idroelettrico o il gas come soluzioni. Ma davvero possiamo parlare di idroelettrico in una regione in cui *manca l’acqua persino per abbeverare gli animali? E il gas? Sarebbe come proporre la **telefonia fissa* in un villaggio africano dove la rete mobile ha già cambiato la vita.
Inoltre, affidarsi al gas significa legarsi mani e piedi alle oscillazioni di leader e mercati esterni: Trump, Putin, i potentati nordafricani e le speculazioni di Amsterdam.
Serve serietà, non slogan
Se davvero vogliamo risolvere i problemi dell’agricoltura, dobbiamo smettere con i proclami ad effetto e iniziare a lavorare su:
– Pianificazione seria
– Rispetto per chi lavora la terra
– Politiche chiare e giuste
– Ascolto delle esigenze reali del territorio
Le rinnovabili non sono il nemico, ma possono essere parte della soluzione se gestite con intelligenza e trasparenza.


Non so chi abbia detto o scritto: “Le rinnovabili affosseranno l’agricoltura”. A me sembra che l’agricoltura sia stata affossata dalle dissennate politiche europee e dall’assenza di politica locale. Adesso, nel deserto creato, anche per carenza di addetti, interviene lo speculatore energetico estraneo al territorio a comprare terre abbandonate, o ad affittarle per trent’anni, per portarsi via l’energia elettrica. Al pastore e al contadino che cedono una parte o tutti i loro terreni, succede ad esempio nella Nurra sassarese può darsi che convenga, ma di sicuro non conviene alla collettività. Le bollette continueranno a crescere più fotovoltaico in agro permettiamo e se cambiano i tempi non si potrà seminare grano. Continueremo a mangiare pane fatto con grano canadese pieno di schifezze. Se si permettesse invece al contadino e al pastore di sistemare i pannelli sui capannoni e di fare piccoli impianti forse ….