Convegno: I Diritti in Sanità e in Salute Mentale

Convegno: I Diritti in Sanità e in Salute Mentale

Per chi non ha voce, ma ha il diritto di essere ascoltato

Bologna, venerdì 09 maggio dalle 14.00 alle 18.30

Ci sono battaglie che si combattono nel silenzio. Nei corridoi di ospedali, nelle stanze di chi affronta la fragilità senza strumenti, senza difese. Ci sono persone che ogni giorno devono lottare per qualcosa che dovrebbe essere garantito: il diritto alla salute, alla cura, alla dignità.

Questo convegno nasce per loro. Per chi vive nell’ombra di un sistema spesso troppo complesso e distante. Per chi affronta le difficoltà della salute mentale senza sostegno, senza comprensione. Per chi ha bisogno di un aiuto concreto, come l’amministrazione di sostegno, affinché i suoi diritti non vengano ignorati.

Il Convegno affronterà temi fondamentali, che toccano la vita di migliaia di persone.

Non saranno solo parole. Saranno testimonianze vere, storie di chi ha combattuto e di chi continua a farlo. Saranno voci che reclamano attenzione, che chiedono giustizia, che chiamano all’azione.

Quante volte abbiamo visto qualcuno soffrire senza poter intervenire? Quante persone, ogni giorno, si sentono invisibili? Abbiamo la possibilità di cambiare questo destino!

Oggi siamo lieti di accogliere come nostra gradita ospite la signora Bruna Bellotti,

Presidente dell’Associazione “Diritti senza Barriere” che ha organizzato il Convegno “I diritti in sanità e in salute mentale” e che da anni lotta per dare voce agli indifesi, alla quale vogliamo rivolgere alcune domande.

Qual è stata la motivazione principale che vi ha spinto a organizzare questo convegno?

Il convegno del prossimo venerdì 9 maggio c.a. è il quarto convegno consecutivo dal 2022.

Anche precedentemente abbiamo tenuto convegni, ma non annuali.

Ci siamo prefissati di insistere per vedere se si riesce a far crescere la partecipazione e conseguentemente la consapevolezza delle persone verso i servizi sanitari, in modo particolare per i servizi psichiatrici. Purtroppo gli stanziamenti per la sanità sono insufficienti, per la salute mentale ancora peggio, ma è altrettanto vero che vi sono apparati che consumano risorse finanziare ed impiego di personale che non producono salute per i malati, ma sono servizi orientati a salvaguardare l’immagine dell’Azienda sanitaria. Servizi autoreferenziali per esempio: settore umanizzazione, controllo qualità dei servizi ecc…  Non vanno trascurate la figura del tutore e dell’Amministratore di sostegno, quest’ultima introdotta nel codice civile ai sensi della legge 6/2004.

Entrambe figure che dovrebbero tutelare in misura diversa, persone che temporaneamente o stabilmente, non sono in grado di autogestirsi, al contrario si sono rivelate inidonee, ovviamente non nella totalità, ma esiste un’altissima percentuale di persone sofferenti che sono state distrutte: psicologicamente, fisicamente, economicamente, proprio da coloro: tutore e AdS, che avrebbero dovuto tutelarli.

Quali sono stati i maggiori ostacoli nell’organizzazione?

Non ci sono stati ostacoli specifici. Organizzare un convegno è un impegno enorme, se si considera che ho lavorato da sola, perché i soci che aderiscono all’associazione chi per impegni lavorativi, altri per impegni familiari nessuno ha potuto collaborare.

Per cui non si tratta di ostacoli, bensì di un peso costante, tanto più che non ho un ufficio attrezzato, non avendo entrate, non posso permettermi di fornirmi di apparecchiature tecniche innovative, ho una stampante mediocre che mi crea un sacco di difficoltà, altrettanto il computer.

Qual è il messaggio che sperate che i partecipanti portino con sé?

L’importanza della partecipazione, in maniera attiva e consapevole, se vogliamo che i servizi sanitari, funzionino adeguatamente, che diano risposte ai bisogni dei malati.

Ne va della nostra salute, ma anche delle nostre finanze, visto che attraverso le ritenute fiscali noi paghiamo i servizi, perciò la partecipazione è indispensabile, serve come pungolo per cercare di ottenere il meglio.

Che tipo di cambiamento concreto auspicate in ambito sanitario, della salute mentale e degli strumenti giuridici di tutela delle persone fragili, dopo questo evento?

Il dramma principale è l’aziendalizzazione, le USL che sono diventate Aziende, l’obiettivo principale è salvaguardare l’immagine della stessa. Ancora: la poca trasparenza, la cura e la ripresa del malato nello specifico della salute mentale… soprattutto le patologie più impegnative sono trascurate, vi è solo ed unicamente lo psicofarmaco, la relazione con il malato è pressoché inesistente, la riabilitazione psichiatrica è una chimera.

Per la tutela giuridica è necessaria una riforma di tutta la volontaria giurisdizione, non solo rivedere la legge 6/2004, altresì gli articoli del Codice Civile che riguardano la tutela.

Nell’immediato dovranno essere presentate ai Presidenti dei Tribunali da parte di associazioni di tutela dei diritti dei malati autonome ed indipendenti delle richieste di trasparenza: la visione del fascicolo, la possibilità che venga comunicato il numero delle tutele e AdS assegnate ad un professionista esterno al nucleo familiare.

Perché ci deve essere l’assenza di trasparenza? Anche i familiari più stretti vengono allontanati con la scusa della privacy, ma in questo modo le persone “fragili” vengono isolate e lasciate in balìa di estranei.

E’ inammissibile che un professionista abbia anche dieci tutele o AdS, addirittura vi sono casi che superano le cinquantine, anche centinaia.

Credo che sia legittimo pensare che l’assegnazione a determinati professionisti di un numero consistente di tutele e/o AdS ha un preciso obiettivo: si vogliono creare entrate certe solo a determinate persone.

Avete notato una crescita dell’interesse su questi argomenti negli ultimi anni?

Assolutamente no. In generale la partecipazione è molto scarsa, ancor di più nel comparto dei servizi psichiatrici.

Quali sono i prossimi passi per continuare la discussione anche dopo il convegno?

Faremo un resoconto del convegno che presenteremo alle istituzioni con richieste di miglioramento dei servizi e di superamento delle esternalizzazioni, che costano di più alla collettività e non producono miglioramenti alla salute ed al benessere dei malati.

La stessa relazione con approfondimenti anche per le figure del tutore e AdS sarà presentata al Presidente del Tribunale Bolognese, a cui è stata trasmessa la brochure con invito a partecipare. Siamo consapevoli che non sarà sufficiente, perciò sarà necessario cercare di coinvolgere cittadini che sentano il dovere civico di interessarsi delle persone vulnerabili, un domani potremo essere noi a trovarci nella stessa situazione. A prescindere da quello che non si augura nemmeno al peggior nemico, si tratta di solidarietà.

Ringraziamo la signora Bruna Bellotti, è stato un onore averla nostra ospite sia per la stima che merita chi si occupa delle persone fragili della nostra società sia per il suo impegno sociale.

Se credete che nessuno debba essere lasciato indietro, se pensate che la dignità e i diritti di ogni persona vadano difesi con forza, questo è il posto dove puoi fare la differenza, qui la Brochure Convegno.

Convegno: “I Diritti in Sanità e in Salute Mentale” che si terrà a Bologna il prossimo venerdì 09 maggio dalle 14.00 alle 18.30 nella Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio, piazza Maggiore n. 6.

Vi aspettiamo!

 

 

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