Ohoskin la pelle Made in Sicilia che reinventa il lusso
Nel cuore della Sicilia, tra aranceti e cactus, nasce un’idea che unisce territorio, sostenibilità e industria manifatturiera italiana.
Ohoskin, la start-up guidata da una donna imprenditrice, rappresenta oggi uno dei casi più significativi di innovazione nel design dei materiali e di come il made in Italy, se interpretato con audacia, possa avere un impatto internazionale.
Una nuova pelle italiana
Lanciata pochi anni fa, Ohoskin non è un semplice accessorio: è un materiale alternativo alla pelle animale, brevettato e prodotto partendo dai sottoprodotti delle arance e delle piante di fico d’India, coltivate in Sicilia. Questa innovazione, che fonde economia circolare e estetica di lusso, ha attirato l’attenzione dei principali esponenti della moda, del design e dell’industria sostenibile.
La scelta di utilizzare scarti agricoli non è casuale: nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio agricolo siciliano, trasformando ciò che spesso viene considerato rifiuto in un prodotto di eccellenza per la moda, l’automotive e l’arredamento d’interni. Ogni metro di Ohoskin racconta così due storie interconnesse: quella della tradizione agricola e quella della creatività manifatturiera italiana.
La donna dietro il materiale
Al centro di questa impresa c’è Adriana Santanocito, CEO e co-fondatrice dell’azienda. Con una visione chiara e ambiziosa, Santanocito ha saputo trasformare un’idea apparentemente semplice in un progetto industriale competitivo. La sua leadership ha portato Ohoskin a essere selezionata tra le 100 aziende guidate da donne nell’esposizione nazionale “Made in Italy: Women’s enterprise”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un riconoscimento che sottolinea l’importanza della presenza femminile nell’ecosistema imprenditoriale nazionale.
“Essere donne non è la nostra differenza — è la nostra forza”, ha dichiarato Santanocito in occasione dell’inaugurazione dell’esposizione. “Crediamo in un’industria che non solo produca bellezza, ma che si prenda cura del territorio e delle comunità che lo abitano”.
Dal territorio al mercato globale
Ohoskin non è solo un prodotto innovativo, ma anche una risposta concreta alle sfide economiche e ambientali del nostro tempo. L’uso di materie prime rinnovabili e la riduzione dell’impatto ambientale sono ormai criteri imprescindibili per brand di moda e di design che vogliono competere sui mercati internazionali. Inoltre, l’applicazione di questo materiale in settori diversi — dalle borse alle calzature, dagli interni di auto ai rivestimenti di lusso — apre prospettive di crescita industriale e occupazionale importanti, proprio in un’area geografica spesso considerata marginale rispetto ai grandi poli produttivi.
Un presidio di futuro
La storia di Ohoskin dimostra come un prodotto materiale — concreto, tangibile, legato alle risorse di un territorio — possa trasformarsi in un simbolo economico e culturale. In un’Italia in cui le imprese guidate da donne continuano a crescere e a innovare, questa realtà siciliana è un esempio di come la combinazione tra visione imprenditoriale, sostenibilità e radicamento territoriale possa dare vita a un progetto con valore globale.
Ohoskin è così un prodotto — e insieme una narrazione — che racconta non solo la storia di una donna, ma anche la capacità del nostro Paese di reinventare la tradizione attraverso la modernità.
Dati di mercato (Italia) – Moda, Pelle e Materiali Innovativi
Il panorama della pelle e dei prodotti moda in Italia
- Il settore italiano della pelle e accessori moda ha registrato un fatturato complessivo di circa 30 miliardi di euro nel 2024, anche se con una contrazione dell’8,6% rispetto all’anno precedente a causa delle difficoltà dei mercati globali e delle esportazioni.
- L’export italiano dei prodotti in pelle ha mantenuto un forte contributo alla bilancia commerciale, pur segnando una leggera flessione nei primi mesi del 2025.
Il ruolo della moda e dei beni di lusso ‘Made in Italy’
- L’industria della moda e accessori in Italia — di cui la pelle è parte — rappresenta uno dei principali settori manifatturieri nazionali, contribuendo a una quota significativa delle esportazioni di moda europee.
- In termini di produzione, l’Italia è riconosciuta come uno dei principali centri per la pelletteria e i beni di lusso, con un tessuto produttivo fatto soprattutto di PMI artigiane ad alta specializzazione.
Crescita delle alternative sostenibili (vegan e biobased)
- Secondo le proiezioni di mercato per il settore dell’abbigliamento e accessori “vegan leather” entro il 2030, il segmento crescerà più rapidamente rispetto alla pelle convenzionale anche in Italia, riflettendo l’aumento della domanda di materiali sostenibili.
- Nel mercato italiano della pelletteria, la pelle vegana è il segmento in più rapida crescita, con previsioni di espansione superiore alla media del mercato totale entro il 2030.
In sintesi:
- €30 mld – valore stimato del settore pelle e accessori in Italia (2024).
- +6,6% CAGR – crescita prevista complessiva del mercato dei beni in pelle (inclusi materiali alternativi) in Italia fino al 2030.
- Vegan Leather – segmento con più rapida espansione nel mercato italiano dei prodotti moda.

