Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini

Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini

I bambini che non dovevano sparire

Oggi, 20 novembre è una data che dovrebbe parlare di gioco, di scuola, di futuro. E invece porta con sé anche un dovere di memoria: ricordare chi è stato strappato alla propria famiglia, alla propria terra, alla propria infanzia. I bambini rubati.

Una ferita che attraversa epoche e confini

Ci sono bambini che non hanno mai potuto essere bambini. Non per caso, non per destino, ma per decisione di altri. Governi, eserciti, istituzioni religiose, trafficanti. Rubati alla nascita, deportati, adottati illegalmente, arruolati a forza, venduti come merce.

Argentina: neonati sottratti alle madri detenute durante la dittatura. Australia e Canada: bambini indigeni strappati alle comunità per cancellarne lingua e cultura. Spagna: migliaia di neonati dichiarati morti e consegnati ad altre famiglie. Zone di guerra: Siria, Sudan, Ucraina, dove i bambini vengono rapiti, arruolati, deportati.

Ogni volta, la stessa ferita: un nome cancellato, una storia spezzata, un futuro negato.

L’Italia e le sue ombre

Anche il nostro Paese porta cicatrici. Tra gli anni ’50 e ’90, in cliniche private, madri a cui veniva detto che il neonato era morto. Bambini consegnati ad altre famiglie, con la complicità di medici e suore. In Sardegna, oltre 500 bambini cileni arrivarono durante la dittatura di Pinochet, spesso senza il consenso delle famiglie biologiche. E poi le adozioni verso gli Stati Uniti: circa 4.000 bambini italiani, non sempre orfani, non sempre con consenso.

Molti di loro oggi sono adulti che cercano le proprie radici. Molte madri non hanno mai smesso di cercare.

Rubati oggi: sottrazioni e affidi

Il furto di bambini non appartiene solo al passato. È cronaca viva. Nei primi sei mesi del 2025, 362 bambini sono stati sottratti a un genitore e portati all’estero, spesso in coppie miste. E dentro i confini italiani, ci sono bambini che finiscono in affido o in adozione senza che la famiglia naturale abbia avuto davvero voce. Genitori vulnerabili che perdono i figli per povertà, disagio, pressioni istituzionali.

Il sistema di tutela minorile, pur nato per proteggere, non sempre garantisce trasparenza, ascolto, proporzionalità.

Il diritto alla verità

La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia dice che ogni bambino ha diritto a crescere con la propria famiglia, a conoscere i propri genitori, a non essere separato contro la sua volontà. Eppure, ancora oggi, troppi bambini vivono nel buio dell’identità negata. 

Ricordare è riparare

Ricordare i bambini rubati significa dare voce alle madri che non hanno mai smesso di cercare. Significa restituire identità a chi è cresciuto nel silenzio. Significa pretendere trasparenza da istituzioni e archivi.

Ogni bambino ingiustamente sottratto è una ferita aperta nella coscienza di un Paese. Ricordarli è dire: “Mai più!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.