Donne e Lavoro: Storie dal Territorio
Borghi e bellezza – Quando un’impresa salva un luogo
Langhe, ottobre.
È il tempo dei tartufi, dei filari che si accendono di rosso e d’oro, delle colline avvolte in una luce gentile che sa di casa. In questo paesaggio che incanta e resiste, si intrecciano storie di fatica e di rinascita, di donne che sanno guardare avanti pur restando radicate nella terra.
Paola Veglio è una di loro.
Convinta che la bellezza non sia solo qualcosa da ammirare, ma un valore da coltivare e condividere, ha trasformato la sua visione in un progetto concreto: restituire vita e dignità ai borghi storici piemontesi.
Manager nel settore turistico, un giorno Paola ha osservato con occhi nuovi i piccoli centri delle Langhe e del Monferrato: paesi svuotati, case chiuse, silenzi che parlavano di partenze e di occasioni perdute. Da lì è nata la decisione di agire.
«Ogni casa chiusa è un pezzo di storia che muore», dice. «Se non li abitiamo, i borghi spariranno.»
Così ha fondato una società che acquista, restaura e restituisce all’uso collettivo edifici abbandonati. Nelle mani giuste, quelle mura dimenticate tornano a respirare: diventano ostelli diffusi, botteghe artigiane, spazi culturali. Luoghi vivi, dove il passato e il futuro si danno la mano.
I primi tempi non sono stati semplici: la burocrazia, le risorse limitate, lo scetticismo. Ma Paola ha saputo costruire una rete di energie locali — architetti, giovani artigiani, imprese — generando un’economia circolare che unisce competenze, creatività e memoria.
Oggi i suoi progetti rappresentano un modello di rigenerazione dolce, capace di rispettare l’identità dei luoghi e allo stesso tempo creare sviluppo. Non un restauro da cartolina, ma un lavoro di restituzione autentica, in cui ogni pietra recuperata è un gesto di futuro.
I numeri raccontano il successo: oltre trenta immobili recuperati, venti collaboratori tra professionisti e artigiani, un incremento del 25% dei flussi turistici nei borghi coinvolti. Ma è soprattutto l’impatto umano a fare la differenza: nuovi posti di lavoro per giovani architetti, restauratrici, ristoratrici, artigiane del tessile.
Paola sostiene anche il progetto “Donne nei borghi”, che favorisce la nascita di microimprese femminili nei centri rurali. È convinta che la rinascita di un territorio passi anche dall’indipendenza e dal talento delle donne, capaci di intrecciare cura e impresa, radici e innovazione.
E poi c’è il valore simbolico, quello che non si misura nei bilanci: ogni borgo recuperato è una dichiarazione d’amore al futuro.
«Un borgo non si salva con i turisti – afferma Paola – si salva con chi decide di viverlo.»
In un’epoca in cui spesso si parla di sostenibilità come slogan, il suo lavoro ne è una prova concreta. È la dimostrazione che la bellezza può diventare economia, che la cultura può essere impresa e che rigenerare un luogo significa anche rigenerare una comunità.
Oggi, passeggiando tra le colline piemontesi, si percepisce che qualcosa sta cambiando. Dove un tempo c’erano porte chiuse, ora si sentono voci, profumi, mani al lavoro. Ogni borgo recuperato racconta una storia di resistenza gentile, di cura e di visione.
Salvare un luogo, in fondo, non significa solo ridargli forma. Significa restituirgli voce.
E nelle Langhe, in questo autunno che profuma di tartufi e di futuro, quella voce suona come una promessa mantenuta.
Dati in breve
- Attività: Progetti di rigenerazione territoriale e ospitalità diffusa
- Area d’intervento: Langhe e Monferrato
- Immobili recuperati: oltre 30 tra case, botteghe e spazi pubblici
- Collaboratori: 20 professionisti locali (architetti, artigiane, restauratrici)
- Ricaduta economica: +25% di flussi turistici nei borghi coinvolti
Curiosità dal territorio
Le Langhe sono Patrimonio UNESCO dal 2014 per il paesaggio vitivinicolo e culturale.
Molti borghi recuperati da Paola ospitano oggi residenze d’artista e piccole scuole di mestieri tradizionali.
Parola chiave
Rigenerazione
Perché salvare un luogo significa ridargli voce, non solo forma

