Il decreto ministeriale trasmesso alla Corte dei Conti 

Il decreto ministeriale trasmesso alla Corte dei Conti 

Il decreto ministeriale alla Corte dei Conti per la registrazione  compensi degli esperti ex art. 94-bis CAM

 

La storia di un grande successo, Commercialisti e Avvocati si confermano determinanti per la sostenibilità dell’impianto applicativo dell’art. 94-bis del Codice Antimafia, norma che disciplina le misure amministrative di prevenzione collaborativa in caso di agevolazioni occasionali o tentativi di infiltrazione non ancora strutturati, in alternativa all’interdittiva antimafia tradizionale. Si conclude così il percorso tecnico-istituzionale che ha portato alla definizione del decreto ministeriale sulle modalità di calcolo e di liquidazione dei compensi degli esperti nominati dal Prefetto ai sensi dell’art. 94-bis del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice Antimafia), a completamento di un iter avviato per garantire omogeneità, equità e trasparenza nell’attuazione della prevenzione collaborativa.  (rif. articolo economisti on line 9 giugno 2025 PIANTEDOSI GESTIONE DEI BENI E INTERDITTIVE).

Il provvedimento, ora trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, rappresenta un passaggio decisivo verso la piena attuazione della prevenzione collaborativa, strumento introdotto nel 2021 per favorire il risanamento delle imprese esposte a rischi di infiltrazione mafiosa, senza comprometterne la continuità operativa.

 

L’articolo 94-bis: un meccanismo di prevenzione “intelligente”

L’articolo 94-bis del Codice Antimafia, inserito dal D.L. n. 152/2021 (convertito nella L. n. 233/2021 in vigore dal 1 gennaio 2022), consente al Prefetto di adottare – in caso di agevolazioni occasionali o tentativi di infiltrazione non ancora strutturati – misure amministrative di prevenzione collaborativa, in alternativa all’interdittiva antimafia tradizionale.

Si tratta di un istituto innovativo, che sposta l’asse dall’esclusione alla rigenerazione economica: invece di interrompere rapporti e commesse pubbliche, si avvia un percorso di affiancamento e monitoraggio dell’impresa, volto a ripristinarne le condizioni di legalità e trasparenza.

Un equilibrio tra legalità e continuità aziendale

La ratio dell’art. 94-bis è quella di recuperare le imprese “a rischio”, ma ancora sane nella sostanza, evitando gli effetti espulsivi dell’interdittiva antimafia e tutelando occupazione e filiere produttive.

La misura è applicabile solo quando l’infiltrazione risulta occasionale e reversibile e l’impresa manifesta una concreta volontà di collaborazione, adottando modelli organizzativi, protocolli di legalità e sistemi di controllo interno. È, dunque, una forma evoluta di prevenzione amministrativa, fondata sulla fiducia e sulla responsabilità condivisa tra istituzioni e impresa.

 

Il ruolo degli esperti nominati dal Prefetto

Gli esperti ex art. 94-bis sono professionisti di alto profilo – avvocati, commercialisti iscritti all’ Albo degli Amministratori Giudiziari – chiamati a svolgere una funzione di supporto tecnico e monitoraggio gestionale.
Essi non si sostituiscono agli organi sociali, ma accompagnano l’impresa in un percorso di risanamento e riorganizzazione.

L’attività dell’esperto è regolata da un decreto prefettizio di nomina, che ne stabilisce compiti, durata e compenso. Quest’ultimo, a carico dell’impresa, è determinato – secondo quanto previsto dal nuovo decreto ministeriale – sulla base di criteri di equità, proporzionalità e trasparenza, tenendo conto dell’attivo patrimoniale, della complessità e della durata dell’incarico.

 

Il decreto ministeriale: trasparenza e uniformità

Il decreto  recepisce l’esigenza di assicurare omogeneità nazionale nella determinazione dei compensi degli esperti nominati dai Prefetti. Il testo è il frutto di un ampio lavoro tecnico svolto dal Gruppo interdisciplinare istituito con decreto dipartimentale n. 4231 del 31 marzo 2025 e integrato con decreto n. 5548 del 29 aprile 2025, presso il Dipartimento per l’Amministrazione Generale e le Risorse Strumentali e Finanziarie.

Presieduto dal Prefetto Carmen Perrotta (Capo Dipartimento) e dal Prefetto Carolina Bellantoni (Direttore Centrale), il gruppo ha riunito rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Gabinetto del Ministro, dell’ANAC, della Guardia di Finanza, della magistratura della prevenzione, nonché esperti designati ed in particolare Giovanni Mottura, Efrem Romagnoli e Antonio UVA per il sindacato Nazionale Amministratori Giudiziari SINAGECO  e Sandro Cavaliere e Giuseppe Sanfilippo per INAG.

Le riunioni – tenutesi l’8 maggio, il 20 maggio e il 6 agosto 2025 – hanno portato alla redazione del Documento di sintesi dell’11 agosto 2025, per le indicazioni operative frutto dei lavori del gruppo interdisciplinare e delle successive elaborazioni, base tecnica del decreto.

 

I principi cardine del nuovo sistema

Il decreto stabilisce parametri uniformi e proporzionati che semplificano la determinazione dei compensi, con l’obiettivo di:

  • garantire equità e trasparenza;
  • valorizzare la complessità dell’incarico e le responsabilità assunte;
  • prevedere tempi certi di liquidazione, anche tramite depositi cauzionali e acconti periodici;
  • adeguare i criteri alle imprese digitali o con struttura patrimoniale leggera, introducendo – in tali casi – un parametro basato sui ricavi, in analogia con l’art. 3, comma 4, del D.P.R. 177/2015.

Per i collegi di esperti (massimo tre membri) è ammessa una maggiorazione fino al 70% del compenso complessivo. Il decreto recepisce, inoltre, il principio di superamento del tetto retributivo di € 240.000, in coerenza con la sentenza n. 135/2025 della Corte costituzionale, che ha riaffermato il primato della proporzionalità e dell’autonomia professionale.

 

Il contributo tecnico di SINAGECO e INAG

Determinante è stato il contributo degli esperti di SINAGECO e INAG, che hanno fornito criteri tecnici per la determinazione dell’attivo patrimoniale, i parametri qualitativi di valutazione e le proposte di coordinamento con le Linee guida ANAC. Le loro indicazioni, poi recepite nel testo definitivo, hanno permesso di coniugare rigore metodologico, sostenibilità operativa e semplificazione, rafforzando la funzione di garanzia e trasparenza affidata ai professionisti iscritti all’Albo nazionale.

 

Una riforma di sistema a tutela della legalità economica

La trasmissione del decreto alla Corte dei Conti segna la conclusione di un percorso di collaborazione interistituzionale che ha coinvolto il Ministero dell’Interno, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la magistratura della prevenzione e il mondo professionale, consolidando un modello di governance condivisa tra pubblica amministrazione e professioni qualificate (SINAGECO  e  INAG).

Il nuovo provvedimento offre alle Prefetture – Uffici Territoriali del Governo un quadro di riferimento chiaro e uniforme per la determinazione dei compensi degli esperti nominati ai sensi dell’art. 94-bis del Codice Antimafia, rafforzando la funzione di presidio della legalità economica e la tutela del mercato da fenomeni distorsivi e comportamenti opachi.

Si tratta, a tutti gli effetti, di una riforma di sistema, volta a garantire uniformità applicativa, certezza giuridica e valorizzazione delle competenze professionali al servizio dello Stato, nel rispetto dei principi di proporzionalità, efficienza e buon andamento dell’azione amministrativa.

L’impianto tecnico del decreto introduce inoltre un criterio di semplificazione sostanziale: per la determinazione del compenso non sarà più necessario ricorrere a complessi criteri di valutazione delle aziende, ma basterà fare riferimento ai bilanci depositati o, in loro assenza, al libro degli inventari, in linea con il principio di trasparenza contabile e verificabilità oggettiva.

Il decreto sui compensi degli esperti ex art. 94-bis non rappresenta soltanto un progresso nella regolazione della materia, ma anche un segnale politico e istituzionale di rilievo: la legalità economica può e deve essere tutelata attraverso strumenti di prevenzione intelligente, fondati sulla collaborazione costruttiva tra Stato e impresa, nel segno di una nuova cultura della responsabilità condivisa. (rif. Intervista di Antonio Uva al Ministro Piantedosi

📺 Guarda il video de Il Sole 24 ore  punto stampa del 25 maggio 2025 intervista di Antonio Uva:
👉 Link al video

 

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