La Guerra non è un film

La Guerra non è un film

È la Fine della Vita

Ma davvero pensate che la guerra sia uno spettacolo? Un film d’azione da guardare sul divano, tra popcorn e scroll distratti? Un videogioco con vite infinite e colpi di scena? Illusi. La guerra non intrattiene. Non racconta. Non salva. La guerra è la fine. Fine della vita, della dignità, della speranza. È il silenzio che arriva dopo l’urlo. È il vuoto che inghiotte ogni senso. È l’eco di un mondo che smette di respirare.

Dove l’Uomo Si Fa Più Crudele della Bestia

Quando la guerra esplode, l’uomo non si innalza. Si piega. Si sporca. Si disumanizza. Diventa peggio di una bestia. Perché la bestia uccide per vivere. L’uomo, invece, uccide per ideologia, per potere, per vendetta. Uccide per obbedienza. Per paura. Per gloria. E in quel momento, non ci sono vincitori. Solo corpi straziati. Anime spezzate. Occhi che non vedranno mai più la luce. Mani che tremano. Bocche che non parlano. Bambini che non avranno futuro.

Il Mito della Guerra Gloriosa

Abbiamo imparato a raccontarla come fosse epica. Con colonne sonore, bandiere, eroi al rallentatore. Ma la guerra non ha musica. Ha solo urla. Non ha eroi. Ha solo bambini sepolti sotto le macerie. Madri che stringono brandelli di carne. Soldati che tornano senza più occhi per guardare il mondo. La guerra non è narrazione. È mutilazione collettiva. È il fallimento dell’intelligenza, della compassione, della civiltà.

L’Abisso: Lo Sheol, il Nulla, l’Inferno

E così, l’umanità si getta nell’abisso. Nel nulla eterno. Nell’inferno. E mentre cadiamo, i demoni ci spingono. Ci sussurrano odio. Ci promettono giustizia. Ci incitano alla vendetta. Ci dicono che è necessario. Che è inevitabile. Che è giusto. Ma è tutto menzogna. La guerra è il linguaggio del male. È il trionfo della distruzione travestita da necessità. È l’odio che si maschera da ordine. È il caos che si finge soluzione.

L’Arma Che Non Uccide

E allora, che fare? Come si resiste a questa marea nera che ci inghiotte? Con l’unica arma che non uccide: l’Amore. Non l’amore debole, da cartolina. Ma l’amore radicale. Disarmante. Quello che rifiuta la logica dell’odio. Che guarda il nemico e vede un essere umano. Che costruisce ponti dove altri vogliono scavare fosse. Amare è resistere. È scegliere la vita quando tutto intorno grida morte. È dire: io non partecipo. Io non uccido. Io non odio. È gridare, anche nel deserto: io amo. E questo basta.

La Scelta Che Ci Resta

La guerra non è inevitabile. È una scelta. Una scelta che si ripete ogni volta che rinunciamo al dialogo. Ogni volta che accettiamo l’odio come linguaggio. Ogni volta che smettiamo di vedere l’altro come umano. Ma anche l’amore è una scelta. Una scelta più difficile. Più coraggiosa. Più rivoluzionaria. Una scelta che non promette vittorie, ma semina futuro. E allora scegliamo. Scegliamo di vivere. Scegliamo di non rendere la nostra umanità un campo di battaglia.

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