Case all’Asta

Case all’Asta

Una vita per comprarla. Un clic per portartela via

Tre carabinieri morti. Un casolare esploso.
Una famiglia disperata.
Un sistema che uccide senza sparare.
Il 14 ottobre 2025, a Castel D’Azzano, tre servitori dello Stato — Marco Piffari, Davide Bernardello, Valerio Daprà — sono saltati in aria durante uno sfratto.
La casa era piena di gas.
La disperazione ha fatto detonare tutto.

*Non è follia.*
È il prodotto finale di una macchina che stritola i deboli e protegge i forti.
Una macchina che si chiama giustizia.
Una macchina che si chiama Stato.

*Il copione è sempre lo stesso:*
– Un cittadino in difficoltà.
– Una banca che fiuta il sangue.
– Un magistrato che firma senza guardare.
– Un’asta che svende il bene.
Risultato?
La casa sparisce.
Il debito resta.
La dignità viene triturata.

*Magistrati: potere assoluto, zero responsabilità.*
La legge italiana li rende sovrani.
Possono decidere tutto: se vendere, quando, a che prezzo.
E se sbagliano? Nessuno li tocca. Nessuno li giudica. Nessuno li chiama a rispondere.

*Questa non è giustizia.*
È arbitrio.
È immunità.
È complicità.
Le banche incassano. I cittadini spariscono.

*Le banche non trattano.*
Non ascoltano. Non cedono.
Attivano la procedura.
Ignorano le proposte.
Svuotano le case.
E dietro le aste, spesso, ci sono loro.
O chi lavora per loro che
compra a prezzo stracciato e rivende a prezzo pieno.

*È un furto legalizzato.*
È un bottino di guerra.
È un sistema che arricchisce pochi e annienta molti.

*Le vittime: invisibili, innocenti, dimenticate.*
Le vittime sono ovunque.
Sono gli ex proprietari sfrattati.
Sono i carabinieri morti.
Sono i feriti.
Sono le famiglie distrutte.

*E i responsabili?*
1. Magistrati con poteri enormi
2. Una normativa scellerata.
3. Una discrezionalità che va tolta.
4. Un esproprio immobiliare che va abolito.
Perché l’esproprio non è giustizia.
È un atto di libero arbitrio mascherato da legge.
E il deprezzamento del patrimonio dell’esecutato
non danneggia solo il debitore.
Danneggia anche il creditore.
Polverizza il valore.
Distrugge la persona.
Umilia chi ha vissuto con serietà.

*Serve una rivoluzione. Non una riforma.*
Basta pannicelli caldi.
Servono regole nuove.
Servono muri contro l’abuso:
– Perizie indipendenti e trasparenti
– Limiti alla discrezionalità del magistrato
– Responsabilità civile per chi sbaglia
– Obbligo di mediazione prima dell’esecuzione
– Tutela della prima casa come bene inviolabile

*Questo non è diritto*
Quando lo Stato svende la casa,
distrugge la vita,
copre il magistrato,
e ingrassa la banca,
non è più democrazia.
È feudalismo.
È barbarie travestita da procedura.

*Ora basta. Non restare in silenzio.*
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Racconta la tua storia.
Pretendi risposte.
Pretendi giustizia.
Ogni casa svenduta è una ferita collettiva.
Ogni asta silenziosa è un crimine che ci riguarda tutti.

 

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