Intelligenza artificiale tra informazioni e allucinazioni

Intelligenza artificiale tra informazioni e allucinazioni

Internet è diventato l’oracolo su cui molti, forse tutti, fanno affidamento, ma siamo sicuri che le risposte siano affidabili?

Oggi, chi non utilizza internet per informarsi su un qualsiasi argomento, dai più frivoli a quelli di maggior importanza?

Ma internet è realmente affidabile, parrebbe proprio di no.

Alcuni giorni fa ,in autostrada, ho visto una splendida Jaguar E-type (la macchina di Diabolik), ovviamente nera, sfilarmi a fianco.

Sul cellulare, per curiosità, ho cercato le quotazioni delle varie versioni ricevendo una indicazione abbastanza strana; secondo l’AI di Google, le quotazioni maggiori erano appannaggio di quelle dotate di un motore a otto cilindri.

Il fatto strano è che, pur non essendo un grande esperto di auto inglesi d’epoca, sapevo che non erano stati prodotti quei modelli con tale motore ma solo con dei bellissimi sei cilindri in linea e, nelle ultime serie, un dodici cilindri; cosa confermata anche dall’AI quando, per scrupolo, ho chiesto “Quali motori sono stati usati per le Jaguar E-type?”

La cosa che mi ha stupito è che, oggi, rifacendo la stessa domanda sulle quotazioni, si è “corretto”, eliminando la risposta errata.

Il motore di ricerca nella sua accezione moderna, la AI Overwiev di Google, aveva preso una allucinazione totale con una risposta errata, poi modificata forse proprio dalla mia seconda domanda.

A questo punto quanto sono affidabili i dati che ricaviamo da internet, specialmente attraverso le ricerche affidate alle intelligenze artificiali ?

AI4business, testata specialistica dedicata alle “Intelligenze Artificiali”, il 10 giugno 2025 pubblica:

Le “hallucinations” generate dai modelli di intelligenza artificiale di Google sollevano nuove preoccupazioni.

Sebbene AI Overview prometta risposte più precise, spesso fornisce informazioni false, riducendo il numero di clic verso le fonti originali. Gli esperti avvertono che la situazione è in peggioramento.

A questo punto il problema assume dimensioni impensate e si profila un panorama molto preoccupante in quanto è di dominio pubblico che :

67.4 miliardi di dollari di perdite globali sono state associate alle allucinazioni IA nei vari settori nel 2024. (McKinsey AI Impact Report, 2025)

47% degli utenti IA aziendali ha ammesso di aver preso almeno una decisione importante basata su output allucinati. (Deloitte Global Survey, 2025)

83% dei professionisti legali ha riscontrato casi giuridici falsi durante le ricerche legali con LLM. (Harvard Law School Digital Law Review, 2024).

Ma il problema è ancora più reale e conosciuto, dato che non solo il “76% delle aziende ora include processi con supervisione umana per individuare allucinazioni prima della distribuzione. (IBM AI Adoption Index, 2025)”, ma non esiste nessun strumento utile per capire se e quando avvengono le allucinazioni, neanche su quesiti riguardati i motori delle Jaguar E-type o sugli orari di uno spettacolo teatrale!

Almeno, per il momento, le AI non hanno ancora preso l’iniziativa di cercare di distruggerci come nell’iconico “2001: Odissea nello spazio” in cui HAL 9000 (una AI preconizzata nel 1968 dal grande Arthur C. Clarke, uno dei grandi scrittori di fantascienza) cerca di eliminare l’equipaggio della Discovery 1, l’astronave che avrebbe dovuto indagare su un misterioso messaggio alieno proveniente da Titone, una luna di Giove.

Anche in quel caso l’AI grazie all’Heuristic ALgorithmic” (“algoritmo euristico”), un algoritmo ibrido tra il pensiero umano e quello matematico, inizia a mentire ai membri dell’equipaggio, prima di tentare di ucciderli.

Tornando alle nostre allucinazioni cosa possiamo fare?

Da molte parti viene suggerito di richiedere, al momento in cui si formula il quesito, al prompt dell’AI, di chiedere di indicare tutte le fonti delle informazioni, ma non basta, occorre anche andarle a controllare, una per una, perché il solo riferimento, anche se autorevole, non è da ritenersi sufficiente.

Certo che dover fare da segretario e revisore alla mia AI non era una prerogativa che avrei previsto qualche anno fa, ma che ci vogliamo fare… tempi moderni, problemi moderni.

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