Mr Orwell come stà?
George Orwell scomparso oltre 75 anni fa rimane, forse, lo scrittore di SF più lungimirante e attuale.
La Fattoria degli animali, capolavoro onirico e descrittivo del potere, pubblicato nel 1945, si sta rivelando sempre più aderente a molte delle situazioni che attualmente ci riguardano.
Infatti, è evidente la sua attualità sia a livello nazionale che in un’ottica globale se valutiamo la prepotenza e presupponenza dei grandi gruppi di lobbing nel tutelare i loro interessi che divengono sempre più globali e invadenti e in grado di condizionare le scelte strategiche anche a livello sovranazionali.
Ne sono un esempio la politica della trazione tutta elettrica (solo civile) che sta trovando dei tentativi (sacrosanti) di procrastinazione e/o di rettificare gli obblighi, di cui il nostro governo si sta facendo interprete senza dover invocare i magheggi sulle emissioni delle auto che, al momento, sono determinate e valutate solo nei primi 100 chilometri di viaggio.
Ma Orwell impressiona per l’attualissimo 1984, scritto nel 1948, visionario (oggi non tanto) ma assolutamente eccezionale, stanti le conoscenze tecniche e scientifiche del tempo.
Il controllo elettronico e le sue aberrazioni non mi preoccupano per i fenomeni macroscopici come il blackout spagnolo o il blocco di Linate di sabato scorso o i vari blocchi che, anche oggi, stanno affliggendo alcuni servizi on line di alcune banche.
Mi preoccupa la sempre maggior distanza, tra la possibilità di accedere a molti servizi oggi, spesso, esclusivamente con accesso digitale, di alcune classi digitalmente fragili come gli over 70.
Ma mi preoccupano sempre di più le truffe telefoniche, tentate o riuscite, e, specialmente, le ipotesi di sostituzione digitale su cui tali truffe si stanno sempre più orientando.
Come evitare che qualcuno utilizzi i nostri dati per distruggerci la vita derubandoci e, spesso, divulgando i nostri dati anche più riservati o creando immagini, registrazioni e altro materiale che non solo non ci appartiene ma che, anche ci danneggia e ci crea problemi.
Vedo fumose attività di denuncia come quella che ho dovuto adottare per tutelarmi per l’uso scorretto del mio numero di telefono.
In pratica delle persone, che non conosco, ricevevano delle telefonate, apparentemente provenienti dal mio telefono, delle quali ancora oggi non conosco il tenore, ma solo della loro esistenza in quanto alcune di queste persone, che non avevano risposto alla chiamata, mi richiamavano per sapere chi fossi e cosa volessi.
Il mio stupore si è accompagnato a risposte inconcludenti del mio gestore telefonico che affermava “che tali telefonate venivano generate dalla rete web” con un fenomeno chiamato “spoofing” e che non era possibile farci nulla, anzi, in un geniale suggerimento mi dissero che mi avrebbero potuto cambiare, senza addebito di costo(!), il mio numero.
Peccato che è lo stesso che uso da oltre 30 anni e diffuso a migliaia di contatti.
Boutade a parte, questo mi pare solo l’inizio di alcuni altri tentativi in cui, ad esempio, mi ha chiamato un sedicente direttore di un’altra filiale della mia banca chiedendomi chiarimenti su alcuni movimenti che lo avevano insospettito.
In patica si offriva di rimediare a tali addebiti errati, offrendomi il tempo di controllare che il numero chiamante corrispondesse con quello della filiale dalla quale avevo ricevuto precedentemente un messaggio che mi anticipava la chiamata.
Il numero coincideva e anche il messaggio ricevuto era perfetto dal punto di vista grafico.
Alla mia richiesta di alcuni particolari (quale operatore era il mio operatore dedicato come interfaccia nella mia filiale?), e solo allora, hanno fatto cadere la comunicazione.
Ora con l’applicazione dell’IA e anche solo delle tecnologie di manipolazione delle immagini effettuabili facilissimamente dagli ultimi modelli di smart phone e della voce, con i programmi dedicati, sarà molto facile che a qualcuno possa venire il dubbio se si sta parlando effettivamente con la persona il cui numero appare sul display o …..????
Credo che quello che per un vecchio dinosauro come me h sempre rappresentato un must, incontrarsi di persona, ritornerà di moda e forse ci aiuterà a recuperare il piacere di stringere una mano e prendere un caffè senza doverlo fotografare ed inviare via wattsapp ad un amico seduto qualche tavolo più in là, nello stesso ristorante, come ho visto fare troppe volte da adolescenti e non solo da essi.
E in questo campo benedico le iniziative del Ministro Valditara sulla limitazione dell’uso dei cellulari nelle aule didattiche.
Che sia la rinascita della cultura di quell’umanesimo nato proprio nel nostro Paese? Sperare di rimettere l’uomo al centro non costa niente e se ci riusciremo potremo relegare l’IA a strumento da gestire e non farlo divenire un mostro in grado di gestirci e condizionarci.

