Puoi fidarti delle Polizze Sanitarie per Gravi Malattie?

Puoi fidarti delle Polizze Sanitarie per Gravi Malattie?

La Polizza Collettiva Malattie Gravi della Banca X

Se c’è una paura che ci spaventa più di altre, è certamente una Grave Malattia, peggio se incurabile.

Fa più paura della morte, per alcuni.

E i numeri non mentono, infatti è notizia di pochi giorni fa (fonte Censis) il superamento del numero dei Caregiver rispetto alle Colf.

Si tratta di persone che nella maggioranza dei casi, il 64.3%, si prende cura di un proprio famigliare invalido, mentre solo il 14.1 % si rivolge a Caregiver esterni.

In tutti i casi, sappiamo tutti molto bene quanto siano importanti i costi che occorre sostenere per fornire le cure necessarie alla persona colpita da una grave invalidità,

Non a caso c’è un “mondo” e un business che gira intorno alla Sanità, pubblica e privata.

Al centro di questo mondo c’è una persona colpita da una di queste brutte malattie, ictus, infarto, cancro.

E ci sono anche milioni di cittadini italiani che stanno cercando di assicurarsi privatamente (o lo hanno già fatto), stante le difficoltà del sistema Sanitario Nazionale, che per fortuna c’è e nonostante tutto funziona (a parte i casi di Locri e similari…).

Il mondo dell’offerta di Piani Sanitari è però molto complesso ma essenzialmente si divide in 2 macro settori: quello assicurativo e quello dei Fondi Sanitari e Casse di Mutua Assistenza.

Questo doppio binario rende ancora più difille fare dei confronti tra le varie proposte dell’una o dell’altra.

Ciò non vuol dire che sia impossibile però.

Mi piace sempre ricordare che OGGI, NON ci sono scuse…

NON si può più dire “non lo sapevo” MA si dovrebbe dire “NON mi sono documentato prima…”

Cosa significa “documentarsi prima”?

Significa rivolgersi ad un assicuratore, all’ufficio postale, alla filiale bancaria e discutere, leggere, comprendere nel vero senso della parola la soluzione che viene proposta?

Si potrebbe essere sufficiente, MA NON sempre.

Il mercato è talmente ampio che a parità di costo possono esserci soluzioni migliori in termini di GARANZIE.

MA la cosa STUPEFACENTE è che, quando la stessa “casa madre” offre Soluzioni diverse, più articolate, sullo stesso prodotto per lo stesso target,

magari con un nome diverso e messo in vendita su canali differenti.

È il caso di qualche Banca, di cui non faccio nomi per non essere querelato.

Immaginiamo che in Banca mi venga proposto un Piano Sanitario che prevede un massimale nel caso di comparsa di gravi malattie, elencate in polizza o di diagnosi di coma.

Immaginiamo poi che una persona si sia assicurata e dopo qualche anno venga colpito da un ICTUS.

Questa polizza interverrà?

La risposta è, purtroppo…NI – DIPENDE… e voglio essere molto “diretto”.

Già, perché, se nelle “postille” è scritto che – NON ti pago se:

  • Si tratta di attacco ischemico transitorio;
  • O se in conseguenza di una lesione preesistente (di cui magari non ne sapevo nulla)
  • Se è avvenuto a seguito di trauma (quindi infortunio);

è chiaro che in questo caso NON paghino il sinistro perché per fortuna non sei né allettato né morto, la DISDETTA del contratto è sicura!

È quindi chiaro che la compagnia pagherà SOLO se si viene colpiti da un ictus cerebrale, di quelli che causano la morte delle cellule cerebrali.

E in questo caso, non c’è scampo:

  1. O rimani a letto steso (o in coma) sin che vivi;
  2. O sei già morto.

Solo in questi casi la compagnia pagherà.

Mentre nei casi 1, 2 e 3, casi in cui ci si deve ritenere super fortunati per non essere né allettati né morti, la disdetta della polizza che la compagnia invierà certamente subito dopo…

…sarà come una benedizione.

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