Novità sull’uso di droghe per chi guida
È stata chiarita come sarà valutata la presenza di stupefacenti nelle persone alla guida
Nello scorso dicembre le cronache hanno riportato una “violenta” contestazione e una ferma presa di posizione di un noto cantautore, già più volte condannato per detenzione di droghe, e il vicepremier Salvini.
Lo scontro verteva sul fatto che se una persona fosse stata rinvenuta positiva ad una sostanza stupefacente alla guida d un veicolo avrebbe avuto gravi conseguenze, compresa la sospensione della patente e l’arresto.
La polemica che ne è seguita si è concentrata sul fatto che i test utilizzati dalle forze dell’ordine possono rilevare tali sostanze anche a distanza di alcuni giorni dall’assunzione.
Il cantante rivendicava il proprio diritto a “farsi una canna” senza incorrere nelle citate conseguenze se colto alla guida nei giorni successivi.
Una serie di affermazioni, di per sé discutibili che, prendendo come modello la lotta alla guida in stato di ebbrezza avrebbero potuto essere evitate ma, the show must go on !
Infatti, come prevedibile, la positività agli stupefacenti, punita dall’art. 187 del codice della strada, è stata regolamentata da una circolare in cui si definisce che la positività, per essere effettivamente punita, deve, corrispondere a “guida in stato di alterazione psicofisica”.
In pratica il test fatto dalle forze dell’ordine è si dotato di una grande sensibilità ma è solo una analisi (ad alta sensibilità) di screening.
Questo tipo di analisi serve, appunto, per distinguere chi è negativo e che non ha utilizzato droghe nel recente da chi deve essere oggetto di ulteriori analisi per valutare la presenza e la concentrazione delle sostanze stupefacenti attive.
Questo perché, stante il rilevante numero di principi attivi, non esistono ancora strumenti che oltre a rilevare la presenza di queste sostanze siano in grado di dare anche una quantificazione (affidabile) delle stesse, come invece viene fatto dall’etilometro.
Infatti, un individuo rinvenuto positivo diviene oggetto di ulteriori accertamenti per valutare sia la presenza di sostanze attive e non solo dei metaboliti (derivati inattivi) delle sostanze psicotrope assunte.
Quello che potrebbe, forse, dare fastidio potrebbe essere legato al fatto che chi viene colto alla guida in stato di alterazione da alcool deve anche, poi, sottoporsi al mineralogramma del capello per dare evidenza dell’assenza di un uso smodato dell’alcool nel periodo post infrazione.
Tra l’altro l’uso di alcool è ampiamente tollerato mentre essere positivi alla droga viene visto con sospetto e come un marchio sociale molto imbarazzante, anche per gli aspetti legati al modo con cui le persone si possono rifornire di tali sostanze.
Inoltre, la positività nell’analisi di screening, molto probabilmente, rimane nei documenti ufficiali. Su questo, forse, sarebbe stato utile fare una battaglia in maniera che tale positività (innocua) non sia causa di problemi specialmente per quelle professioni in cui la lucidità è essenziale.
Tale aspetto riguarda numerose attività che coinvolge non sono solo i comandanti di navi, i capitreno e i piloti di aereo ma, ad esempio, anche tutti i detentori di patenti professionali C, D ed E, gli autisti di autobus e di taxi e la lista è abbastanza lunga vedi link
Infatti, già sulla G.U. n. 234 del 06/10/2008 è stato pubblicato il Provvedimento del 18/09/2008 che recepisce quanto deliberato dalla Conferenza Stato Regioni in materia di definizione delle procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione, anche sporadica, di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute proprie e di terzi.
Tale obbligo è, ovviamente, a tutela della salute e sicurezza dei cittadini, ma, una positività, innocua, rilevata dagli organi di controllo a carico di una persona alla guida quali conseguenze potrebbe avere sia nell’immediato che in una ipotesi di un futuro impiego in tali professioni?
Speriamo che una nuova circolare chiarisca anche questi aspetti, ivi compresi i problemi legati a possibili test di screening falsamente positivi per effetto dell’assunzione di alimenti con abbondanti semi di papavero o altre situazioni simili.

