Nulli i finanziamenti se manca il merito creditizio
La banca è responsabile se concede finanziamenti senza aver condotto un’adeguata istruttoria.
La concessione di finanziamenti a chi non gode del necessario merito creditizio è questione delicata, purtroppo non rara, che richiede adeguate soluzioni giurisprudenziali.
I finanziamenti “facili” favoriscono situazioni di ingiustificato sovraindebitamento che creano disvalore per il mercato in generale. Finanziare un’impresa immeritevole, difatti, non solo può indurre una falsa rappresentazione della situazione aziendale a chi con quell’impresa ha rapporti economici (fornitori e dipendenti, ad esempio), ma può anche alterare le dinamiche concorrenziali e perfino causare danni ai conti pubblici, laddove si tratti di finanziamenti non rimborsati per i quali è stata escussa la garanzia pubblica eventualmente acquisita all’atto dell’erogazione.
Ma la vera piaga sociale si manifesta quando a farne le spese sono i fideiussori, che anziché essere tutelati dall’istituto di credito mediante un’istruttoria approfondita vengono chiamati a rispondere del debito non rimborsato.
Paradossalmente, chi spesso non subisce conseguenze negative dall’erogazione “facile” è proprio la banca, che riesce a farsi pagare dai garanti.
Ma la giurisprudenza, sia di legittimità sia di merito, adesso è più attenta. Sono sempre più frequenti le pronunce con le quali si sanzionano le condotte “leggere” degli istituti di credito con la nullità del contratto di finanziamento e delle collegate garanzie.
La “sana e prudente gestione” degli istituti di credito è principio di interesse pubblico che assume rilievo al di là del rapporto tra banca e cliente.

