Legalità, economia e scuola: il ruolo dei professionisti nella formazione delle nuove generazioni

Legalità, economia e scuola: il ruolo dei professionisti nella formazione delle nuove generazioni

La cultura della legalità non è soltanto un principio etico o giuridico, ma rappresenta una condizione essenziale per il corretto funzionamento dell’economia e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Senza regole certe, senza trasparenza e senza responsabilità pubblica, non può esistere sviluppo economico sostenibile.

In questo quadro assume particolare rilievo la formazione delle nuove generazioni. La scuola, accanto alle istituzioni e al mondo delle professioni, rappresenta il luogo nel quale si costruisce la consapevolezza civica dei cittadini di domani.

Su questi temi si è sviluppato il confronto nel corso del Congresso Nazionale del Sindacato Nazionale degli Amministratori Giudiziari e Coadiutori (SINAGECO), dedicato al tema “Presidio di legalità nell’interesse della collettività”, che si è svolto a Roma presso il Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi.

Il congresso ha riunito magistrati, rappresentanti delle istituzioni, accademici e professionisti, ponendo al centro del dibattito il ruolo dell’amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e la funzione delle professioni nella tutela dello Stato di diritto.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione degli studenti delle scuole superiori, coinvolti nei lavori congressuali come interlocutori privilegiati di un dialogo tra istituzioni, professioni e nuove generazioni.

L’amministrazione dei beni confiscati tra legalità ed economia reale

L’amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati e confiscati rappresenta oggi uno degli strumenti più avanzati dell’ordinamento italiano nel contrasto alle mafie. Non si tratta soltanto di sottrarre patrimoni alle organizzazioni criminali, ma di restituire valore economico e sociale ai territori.

In questo processo l’amministratore giudiziario svolge un ruolo centrale. Professionista chiamato a operare in un quadro normativo complesso, egli è chiamato a gestire aziende, immobili e patrimoni sottratti alla criminalità organizzata, garantendo continuità produttiva, tutela dei lavoratori e valorizzazione economica dei beni.

La funzione dell’amministratore giudiziario si colloca dunque in una posizione di snodo tra prevenzione antimafia, funzione giurisdizionale ed economia reale, trasformando l’azione repressiva dello Stato in opportunità di sviluppo e legalità.

L’intervento della Sottosegretaria Paola Frassinetti

Nel corso della sessione dedicata al rapporto tra legalità e formazione delle nuove generazioni è intervenuta l’On. Paola Frassinetti, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra scuola, istituzioni e professioni nella diffusione della cultura della legalità.

Nel suo intervento la Sottosegretaria ha definito gli amministratori giudiziari «figure importanti, veri e propri presìdi di legalità a tutela dell’interesse della collettività», evidenziando come la restituzione del valore sociale dei beni confiscati ai territori contribuisca a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Secondo Frassinetti, l’attività degli amministratori giudiziari non si esaurisce in una funzione tecnica, ma rappresenta una forma di responsabilità pubblica, principio fondamentale della Costituzione che il sistema educativo è chiamato a trasmettere alle nuove generazioni.

La Sottosegretaria ha inoltre richiamato l’attenzione sul crescente disagio giovanile che emerge da numerosi episodi di cronaca e da diverse indagini nazionali, evidenziando come fenomeni quali bullismo, cyberbullismo e fragilità emotiva richiedano una risposta educativa coordinata tra scuola, famiglia e istituzioni.

Scuola, educazione civica e prevenzione

In questo contesto il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato una serie di interventi mirati, tra cui il rafforzamento dell’orientamento scolastico, l’introduzione della figura del docente tutor e investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, con l’introduzione di strumenti specifici previsti dalla legge n. 70 del 2024, tra cui codici interni nelle scuole, docenti referenti e tavoli permanenti di monitoraggio.

Il contributo delle professioni alla cultura della legalità

Il congresso SINAGECO ha evidenziato come il mondo delle professioni possa svolgere un ruolo decisivo nella diffusione della cultura della legalità.

Il confronto diretto tra studenti e professionisti consente infatti di mostrare come i principi dello Stato di diritto trovino applicazione concreta nelle attività economiche e nelle professioni, contribuendo a formare cittadini consapevoli e responsabili.

La legalità, infatti, non è soltanto un principio astratto, ma rappresenta una condizione imprescindibile per il funzionamento dei mercati, per la tutela della concorrenza e per la crescita economica.

Promuovere la cultura della legalità tra i giovani significa quindi investire nel futuro del Paese, rafforzando il rapporto tra cittadini, istituzioni e sistema economico e costruendo le basi per uno sviluppo fondato sulla trasparenza, sulla responsabilità e sul rispetto delle regole.

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