Il mito dell’INPS che vogliono farti credere? Una Cavolata!
Lo Stato vi ruba! L’INPS è uno schema Ponzi, investi nel mio token e vivi di rendita!
Quante volte hai sentito queste frasi? Sono cavolate. E oggi ti spiego perché.
Uno schema Ponzi è una truffa: paga i primi con i soldi dei nuovi entranti e crolla quando non entra più nessuno.
L’INPS non fa questo. Non promette miracoli, non ha white paper su Telegram, e non sparisce dopo sei mesi.
È un sistema a ripartizione: chi lavora oggi paga le pensioni di chi ha già smesso.
È un patto tra cittadini e Stato.
Lo Stato non promette “dividendi automatici in USDT”, promette di pagare pensioni – magari più basse, magari più tardi – ma le paga.
Il problema non è che l’INPS sia una truffa. Il problema è che:
- Facciamo pochi figli (nel 2024 abbiamo raggiunto il minimo storico)
- La popolazione invecchia (il 25% degli italiani ha più di 65 anni)
- I giovani lavorano tardi, a intermittenza, e guadagnano poco
Risultato? Meno contributi, più pensioni da pagare.
Quando l’INPS è in rosso, lo Stato:
- Aumenta tasse
- Emette debito
- Usa la BCE per finanziarsi
Finché lo Stato esiste, le pensioni si pagano.
A prescindere dai governi, di destra o di sinistra, che quando sono all’opposizione hanno la bacchetta magica per risolvere ogni problema…
…ma quando vanno al governo non trovano più la bacchetta magica)
La vera domanda è: “Quanto varrà la mia pensione?”
Se oggi guadagni poco, la pensione sarà proporzionale.
Non perché l’INPS è cattivo, ma perché riflette la ricchezza del paese.
Quindi sì, serve un piano B.
Ma no, non è il corso “diventa ricco in 30 giorni”.
Affidarsi solo all’INPS non basta.
Serve costruire un piano integrativo serio, sostenibile e consapevole, costruito nel tempo;
Perché a 70 anni dovresti pensare alla salute e goderti la vita, non a come far quadrare il frigo con le bollette.
Insomma, l’INPS non è un Ponzi.
È un sistema imperfetto, ma reale.
E chi ti dice il contrario … probabilmente vuole venderti qualcosa.

