Federica e vigneti biodinamici: radici forti in Valpolicella
Il vino che produco con mia madre è il nostro modo di raccontare la terra.
Nelle colline della Valpolicella, celebri in tutto il mondo per l’Amarone, Federica Camerani ha scelto una strada controcorrente: la viticoltura biodinamica.
Con sua madre conduce un’azienda vitivinicola che non segue scorciatoie, ma rispetta i cicli lunari, i tempi lenti e l’equilibrio naturale tra suolo e vite.
“Molti ci guardavano con sospetto: perché complicarsi la vita con la biodinamica?
Ma per noi era l’unico modo per essere fedeli al territorio e a noi stesse,” racconta Federica con la passione di chi ha scelto di vivere il proprio lavoro come una missione.
Ogni vigneto è curato come un piccolo ecosistema, dove le piante, il terreno e gli insetti convivono in un delicato equilibrio.
Non si tratta solo di coltivare uva: è un dialogo costante con la natura.
La cura, la potatura, la raccolta: tutto segue ritmi precisi, scanditi non solo dal calendario, ma anche dalle fasi lunari e dai fenomeni naturali.
“Abbiamo imparato a leggere la terra come un libro aperto – spiega – a cogliere segnali che, per molti, passerebbero inosservati.”
Quando arriva la vendemmia, l’azienda si anima di gesti antichi e rituali attuali.
Federica e sua madre raccolgono l’uva a mano, selezionando solo i grappoli migliori, ascoltando il silenzio della collina e lasciandosi guidare dall’esperienza. Ogni fermentazione è osservata con attenzione, come un piccolo miracolo che trasforma il lavoro paziente in aromi e profumi unici.
I vini di Federica non sono semplici bottiglie pregiate: sono messaggeri di un’idea diversa di lavoro.
Qui, la cura viene prima del profitto e la qualità prima della quantità. Dal profumo intenso del suo Valpolicella Classico all’eleganza del suo Amarone, ogni sorso racconta la storia di una terra, di una famiglia e di un sogno che si realizza con pazienza e coerenza.
Federica non è sola in questo percorso: cresce il numero di donne che guidano aziende agricole in Veneto. Secondo dati recenti, sono circa 23.000 le aziende a conduzione femminile nella regione.
Molte puntano sulla sostenibilità e sull’enoturismo, trasformando il lavoro nei campi in un’esperienza culturale, economica e sensoriale. Non si tratta solo di produrre vino, ma di costruire un legame profondo con il territorio, con la comunità e con chi lo degusta.
“Ogni anno impariamo qualcosa di nuovo – racconta – dal comportamento delle piante, dal cambiamento del clima, dalle risposte del terreno. La biodinamica ci aiuta a sentirci parte di un ciclo più grande, e non solo osservatori.”
Federica descrive le lunghe notti passate a osservare la luna e i suoi effetti sulla linfa delle piante, le mattine in cui l’aria frizzante porta con sé profumi inaspettati e le giornate intense di raccolta in cui ogni grappolo sembra raccontare una storia diversa.
La sua scelta non è solo tecnica, ma filosofica.
In un mondo che corre verso la produzione industriale e la standardizzazione, Federica propone un concetto più ampio di lusso: il lusso del tempo, della cura e della connessione con la natura.
Le sue bottiglie diventano ambasciatrici di valori antichi ma moderni, portando nel bicchiere la pazienza, la dedizione e la bellezza di un lavoro vissuto come vocazione.
Così, tra le dolci colline della Valpolicella, il vino di Federica Camerani non è solo bevanda: è esperienza, è cultura, è racconto di una terra rispettata e amata, un invito a fermarsi e ascoltare ciò che la natura ha da insegnare.

