Perché l’INPS non salverà gli amministratori di Società

Solo il risk management può garantire continuità e serenità.

Molti imprenditori e amministratori di società di capitali si adagiano nell’idea che l’INPS rappresenti una sorta di paracadute sicuro.

Un’illusione diffusa, che rischia però di trasformarsi in una trappola.

La narrazione comune suggerisce che il versamento dei contributi obbligatori garantisca una pensione adeguata e una protezione efficace in caso di invalidità o decesso. La realtà, tuttavia, appare molto meno rassicurante e può rivelarsi onerosa per chi vi si affida ciecamente.

Ecco alcune criticità spesso sottovalutate:

  1. Pensioni insufficienti – Con il meccanismo contributivo attuale, l’assegno pensionistico sarà soltanto una frazione del reddito percepito in attività, con la conseguenza di un inevitabile ridimensionamento del tenore di vita.

  2. Invalidità poco tutelata – In caso di malattia o infortunio, l’INPS eroga prestazioni di importo molto ridotto, del tutto inadeguate a sostenere il nucleo familiare.

  3. Premorienza e vulnerabilità dei familiari – La pensione di reversibilità destinata ai superstiti spesso si traduce in cifre modeste, incapaci di garantire una reale stabilità economica.

  4. Burocrazia complessa – Ottenere prestazioni dall’ente previdenziale significa affrontare iter complicati, modulistica difficile e tempi di attesa prolungati, mentre le necessità economiche non conoscono pause.

  5. Contributi poco sostenibili – Una parte consistente di quanto versato oggi viene impiegata per coprire le pensioni già in essere. Il sistema è sotto pressione, e non è certo che in futuro possa mantenere le stesse garanzie.


La via d’uscita: cinque pilastri per costruire una protezione solida

Un imprenditore lungimirante non si limita a constatare i rischi, ma individua strumenti per tutelare se stesso, la propria azienda e i propri cari. La risposta passa da una pianificazione attenta e da soluzioni mirate di protezione patrimoniale e finanziaria.

Cinque le aree decisive:

  1. Tutela personale dell’imprenditore

    • Coperture contro invalidità e infortuni

    • Polizza TCM (Temporanea Caso Morte)

    • Strumenti per garantire la sicurezza economica del nucleo familiare

  2. Continuità aziendale

    • Piani di resilienza per gestire emergenze

    • Protezione del reddito in caso di temporanea impossibilità a lavorare

    • Polizze keyman per le figure strategiche

  3. Salvaguardia dei dipendenti

    • Coperture assicurative per collaboratori chiave

    • Soluzioni di previdenza complementare

  4. Protezione patrimoniale e finanziaria

    • Polizze mirate anche a rischi specifici, inclusi quelli informatici

    • Strumenti per difendere liquidità e asset aziendali

  5. Pianificazione del passaggio generazionale

    • Gestione ordinata della successione

    • Prevenzione di conflitti familiari e societari


Il metodo: ISO 31000 e la centralità del risk management

Esiste un solo percorso realmente efficace per affrontare queste vulnerabilità: l’applicazione dei principi della norma internazionale ISO 31000 in materia di gestione del rischio.

Non si tratta di soluzioni improvvisate, ma di un approccio strutturato che consente di:
  • individuare i rischi potenziali;

  • valutarne la probabilità e l’impatto;

  • stabilire quali siano sostenibili internamente;

  • trasferire al mercato assicurativo quelli che potrebbero compromettere la stabilità aziendale o patrimoniale.

Per intraprendere questa strada è fondamentale affidarsi a un professionista specializzato in risk management, capace di leggere i punti deboli, stimare correttamente gli scenari e predisporre strategie di copertura coerenti con gli obiettivi imprenditoriali.


Attraverso questo metodo, l’imprenditore può trasformare l’incertezza in controllo, proteggendo sia la dimensione personale, quella famigliare e quella aziendale.

Solo così è possibile costruire una vera “corazza” in grado di garantire continuità, sicurezza e serenità, indipendentemente dalle fragilità del sistema previdenziale pubblico.

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