Venti di guerra e fragili equilibri

Venti di guerra e fragili equilibri

Un neocolonialismo strisciante, ma sempre più evidente, sta minando il concetto di società civile a tutti i livelli.

Molti, troppi, esempi sono purtroppo l’evidenza dell’abbandono di paradigmi di convivenza sociale, civile e diplomatica che si sono concretizzati in questi giorni in atti gravi ed estremamente pericolosi.

Quando nasce l’idea che il concetto della convivenza e della collaborazione non sia un valore assoluto ma che la sopraffazione e la conquista siano la filosofia da perseguire si legittimano tutte le possibile politiche di aggressione.

In maniera sottile lo è stata la politica commerciale cinese che attraverso un finto buonismo di una politica in cui si offriva la costruzione di impianti ed infrastrutture ai governi africani, la cui realizzazione avveniva a fronte di finanziamenti e prestiti di difficile o impossibile restituzione.

Tali insolvenze contrattuali, hanno portato all’acquisizione delle infrastrutture costruite e all’attribuzione di concessioni di sfruttamento minerario come atti di ringraziamento o a titolo di risarcimento per la mancata restituzione del prestito o del finanziamento ricevuto.

Molto meno delicata è stata l’infiltrazione, sempre in area africana, dei russi che, invece, hanno fatto della brigata Wagner uno strumento essenziale per una politica di (de)stabilizzazione obbligata di alcuni governi o movimenti politici.

Ma questo è il passato (ormai) remoto, la scuola è così buona che Putin, aiutato dalle provocazioni ucraine non si è rivolto alla Società delle Nazioni (ONU) che fino a poco tempo fa era il consesso in cui si discutevano e, abbastanza frequentemente, si risolvevano le dispute internazionali, ma ha pensato bene di aprire con una “operazione di polizia speciale” una guerra in seno all’Europa.

Spero, peraltro che la crisi politica francese, la quarta in due anni, mitighi l’interventismo in prima persona (con soldati anche italiani) in questo conflitto che Macron sta caldeggiando (assieme alla solita Inghilterra e Germania).

D’altra parte che un conflitto può essere una buona panacea per risolvere problemi politici interni la Francia di Sarkozy (assieme all’Inghilterra di Cameron) lo ha già dimostrato con l’intervento il Libia per eliminare Gheddafi.

Salvo che certe iniziative sono forse utili per il prestigio e la stabilizzazione politica momentanea di chi le attua ma divengono fortemente destabilizzanti nelle conseguenze.

Che ci sia una epidemia di “grillite” (patologia narcisista di cui pare fosse affetto il Marchese del Grillo – Roma 1714 – 1787) che si può concretizzare con la celebre frase “Io so’ io, e voi non siete un ca**o!” pare ormai assodata considerando, ad esempio, la politica (guerra) dei dazi di Trump.

Tale atteggiamento ha, comunque, avuto l’effetto di portare alla luce la nuova situazione dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) che da paesi “in via di sviluppo” si stanno affermando come una valida alternativa agli USA e all’UE.

D’altra parte, oltre vent’anni fa un economista della Goldman Sachs, Jim O’Neill, utilizzò l’acronimo BRIC per descrivere quelle economie in rapida crescita che, nelle sue previsioni, avrebbero dominato collettivamente l’economia globale entro il 2050.

Tornando alla nostra povera Europa, che con la Von der Leyen, supportata da Francia e Germania, cerca ancora, ormai quasi solo velleitariamente, di candidarsi come un valido interlocutore, se non globale, almeno a livello regionale per la questione Ucraina.

E fortemente sbaglia se punta per ottenere un qualche effetto attuando una politica interventista.

Plaudo e ammiro sia la nostra Premier Meloni che ha rifiutato di aderire che, specialmente, Salvini che ha detto a Macron che se proprio vuole mandare i nostri soldati a combattere (e morire) in Ucraina desse il buon esempio andando lui per primo.

D’altra parte le pietre tombali sulla diplomazia e sulla mediazione potrebbero essere state poste da un altro governo, quello israeliano che ha colpito la sede dei mediatori di Hamas e da Putin che si è fatto abbattere dei droni militari che stavano sorvolando la Polonia e, forse, ieri la Romania.

Spero che il futuro a breve possa evolversi in maniera che si ritorni alla diplomazia e che anche Israele mitighi le sue azioni in maniera che le profezie di Nostradamus rimangano solamente un monito all’umanità.

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