Mediazione News
In Italia è in auge il ricorso agli strumenti di ADR – Alternative Dispute Resolution, per la risoluzione di controversie tra privati e imprese
Tra queste, la mediazione civile e commerciale riveste un ruolo centrale, anche alla luce delle recenti evoluzioni normative.
La mediazione è disciplinata dal D.Lgs. 28/2010, mentre altre forme di risoluzione alternativa delle controversie, come la negoziazione assistita e l’arbitrato, sono regolate da disposizioni diverse (ad esempio, il D.L. 132/2014 convertito in L. 162/2014 per la negoziazione assistita). La funzionalità e l’estensione dell’istituto della mediazione si sono ulteriormente consolidate dopo l’entrata in vigore della riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), che ha rafforzato il ruolo delle ADR nel processo civile, estendendo i casi di mediazione obbligatoria e valorizzandone l’efficacia.
A prescindere dal tipo di mediazione, tuttavia, è cambiata la modalità con cui essa viene condotta, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19. La mediazione online è entrata stabilmente nelle prassi, offrendo uno strumento flessibile, veloce e accessibile per la gestione delle controversie, anche grazie alla possibilità di tenere gli incontri da remoto tramite piattaforme web sicure.
Le piattaforme più comunemente utilizzate per la conduzione delle mediazioni online sono Zoom, Microsoft Teams, GoToMeeting e altre soluzioni simili. L’uso crescente di questi strumenti ha determinato una vera e propria trasformazione nella figura del mediatore, che oggi è sempre più orientato all’utilizzo delle tecnologie digitali. Anche gli avvocati e le parti coinvolte si sono dovuti adeguare, acquisendo dimestichezza con le dinamiche della mediazione telematica, che richiede nuove competenze in termini di gestione della comunicazione, privacy e organizzazione a distanza. Questo cambiamento, pur offrendo vantaggi in termini di accessibilità e rapidità, solleva anche nuove sfide, come la tutela della riservatezza, il rispetto del contraddittorio e la gestione della comunicazione non verbale, elementi centrali nei procedimenti di natura conciliativa. Sapere bene utilizzare p.e. zoom dove si possono attivare le sessioni separate con le parti in disputa è essenziale ed evita di perdere tempi utili per dedicarli alle fasi di ascolto e domande dei partecipanti, valevole in qualsiasi mediazione.
Nella comprensibile difficoltà iniziale di avviare una mediazione non in presenza, il tema dell’alfabetizzazione informatica di tutti i soggetti coinvolti diventa particolarmente rilevante. Non si tratta solo dell’uso del computer, ma anche del cellulare, che spesso si rivela uno strumento utile per agevolare la comunicazione tra il mediatore e i partecipanti, specialmente i legali, nei diversi “setting” della mediazione.
L’aspetto interessante e insieme impegnativo della mediazione online riguarda proprio la gestione visiva delle “finestre- francobolli” video: ogni partecipante compare sullo schermo, e il mediatore deve mantenere un’attenzione costante su tutti. Questo presuppone, idealmente, che ogni persona si connetta da un proprio dispositivo (PC, tablet o smartphone), evitando le inquadrature collettive, che rendono difficile percepire reazioni, linguaggio del corpo e sfumature non verbali — elementi già delicati anche nella mediazione in presenza.
In questo contesto, assume importanza anche la qualità dell’inquadratura e dell’audio: una ripresa frontale, ben illuminata, con buona visibilità del volto, non è solo una questione tecnica, ma un presupposto fondamentale per instaurare un ambiente comunicativo efficace. Solo così la mediazione telematica può garantire quel minimo livello di relazione empatica, di comunicazione verbale nonchè para verbale, e di chiarezza espressiva che costituisce la base per un confronto costruttivo.
Risulta molto utile, prima dell’avvio della mediazione vera e propria, prevedere uno scambio di recapiti telefonici tra il mediatore e le parti (o i loro legali), precisando chiaramente che si tratta di un aspetto meramente tecnico e organizzativo, e non dell’inizio formale della procedura. Tale accorgimento consente di gestire rapidamente eventuali imprevisti tecnici, che nei collegamenti da remoto sono tutt’altro che rari: interruzioni di corrente, spegnimenti improvvisi dello schermo, difficoltà ad avviare la piattaforma o problemi di connessione. Una telefonata diretta può in questi casi risultare la soluzione più semplice per ripristinare il collegamento o per fornire istruzioni rapide senza interrompere il flusso della mediazione.
La mediazione telematica può rivelarsi, in molti casi, più rapida ed efficiente sia nella fase organizzativa che in quella comunicativa. L’utilizzo del mezzo digitale, infatti, consente di ridurre tempi morti, facilitare la convocazione delle parti e rendere più evidente, sin dalle prime battute, il focus della controversia. Inoltre, il contesto virtuale sembra indurre le parti a essere più concentrate e orientate al risultato, con una certa spinta implicita a “andare al punto”, evitando divagazioni o tatticismi dilatori. Questo effetto può contribuire a rendere più efficace il confronto.
Tuttavia, questo stesso vantaggio può trasformarsi in un limite: la velocità e l’impostazione diretta tipica del web rischiano di rendere la mediazione troppo sbrigativa o tranciante, sacrificando quello spazio di ascolto, empatia e sedimentazione del dialogo che spesso è fondamentale per raggiungere un accordo realmente condiviso. Inoltre, il magnetismo della fase negoziale deve però essere molto attenzionato e senza
Consiglio: una buona prassi è ricordarsi negli Statuti o nei contratti di inserire sempre la clausola di mediazione ancor prima di eventuale clausola di arbitrato.
Qualsiasi controversia nascente dal presente contratto, o ad esso relativa, sarà preliminarmente sottoposta a un tentativo di mediazione ai sensi del D.Lgs. 28/2010, presso un organismo di mediazione iscritto nel Registro del Ministero della Giustizia…

