La riconversione green
La congiuntura economico-bellica e la conseguente crisi sta portando alcuni nodi energetici al pettine
Le news recenti indicano che la Cina sta nuovamente approvando e realizzando nuove centrali a carbone, contrariamente agli obiettivi di transizione energetica stabiliti.
Nel 2024, sono state approvate nuove centrali a carbone con alcune province che hanno continuato ad approvare nuove licenze per il carbone.
Questi numeri indicano che il carbone continua a giocare un ruolo vitale nel sistema energetico cinese, anche se ci sono segni di rallentamento nel numero di nuove autorizzazioni, questo non ha impedito al governo cinese di creare o riattivare oltre 30 miniere di carbone per sostenere sia i 2.111,2 Mtep (milioni di tonnellate di petrolio equivalente annui) attuali, che le nuove centrali approvate negli ultimi due anni per un ulteriore produzione di 218 GW, pari all’intera produzione attuale di energia del Brasile.
Teniamo presente che l’Europa rappresenta solo il 5% del consumo mondiale di carbone, mentre Cina e India insieme consumano il doppio della quantità consumata dal resto del mondo, e sull’India ricordiamo che il 70% dell’energia è carbone dipendente.
Il fatto nuovo è rappresentato dal fatto che nel contempo la Germania, che avrebbe voluto sostituire le ultime tre centrali nucleari chiuse nel 2023 con fonti rinnovabili ha, invece, deciso di raddoppiare i progetti delle centrali elettriche a gas, da 10 a 20 GW, cercando di evitare di dirottare fondi e risorse mettendo all’asta la loro costruzione e gestione.
Il motivo di tale modifica ai piani energetici tedeschi è legato al fatto che si sono accorti che le energie rinnovabili sono discontinue e non sono disponibili sistemi di stoccaggio dell’energia in grado di compensare le loro fluttuazioni.
L’energia sta diventando privata?
Forse, ma sta continuando a diventare sempre meno green e sempre più costosa, e intanto il mondo continua a scaldarsi.

