Sostenibilità aziendale in Europa novità Pacchetto Omnibus

Sostenibilità aziendale in Europa novità Pacchetto Omnibus

Dalla CSRD al CBAM, la UE semplifica gli obblighi per le imprese senza rinunciare agli obiettivi ambientali, meno burocrazia e più chiarezza

Il 26 febbraio 2025, la Commissione Europea ha presentato il “Pacchetto Omnibus”, un insieme di proposte legislative mirate a semplificare le normative UE in materia di sostenibilità. Questo pacchetto interviene su quattro regolamenti chiave: la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), la Tassonomia UE e il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM). L’obiettivo principale è ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, stimolando al contempo la competitività e mantenendo elevati standard ambientali e sociali.

Principali modifiche introdotte dal Pacchetto Omnibus:

  1. Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD):
    • Innalzamento delle soglie di applicazione: l’obbligo di rendicontazione si applicherà solo alle imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro o un bilancio superiore a 25 milioni di euro, riducendo il numero di aziende obbligate da circa 50.000 a meno di 7.000 in tutta l’UE.
    • Posticipo degli obblighi: l’entrata in vigore degli obblighi di rendicontazione è stata rinviata al 2028 per le grandi imprese non ancora soggette alla normativa e per le PMI quotate.
    • Semplificazione degli standard di rendicontazione (ESRS): riduzione del numero di indicatori da rendicontare e maggiore flessibilità nella presentazione delle informazioni.
    • Introduzione di standard volontari per le PMI: le piccole e medie imprese potranno aderire a standard di rendicontazione volontari (VSME), facilitando la conformità alle richieste ESG lungo la catena del valore.
  2. Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD):
    • Limitazione dell’ambito di applicazione: l’obbligo di due diligence si concentrerà sui fornitori diretti, a meno che non emergano informazioni plausibili che suggeriscano un rischio concreto lungo la catena del valore.
    • Riduzione della frequenza degli assessment: le valutazioni lungo la catena del valore saranno effettuate ogni cinque anni invece che annualmente.
    • Eliminazione della responsabilità civile: le aziende non saranno più soggette a sanzioni legali in caso di mancata conformità agli obblighi di due diligence.
    • Piani di transizione climatica: le aziende dovranno adottare piani di transizione climatica, ma non saranno obbligate a implementarli.
  3. Tassonomia UE:
    • Applicazione volontaria per alcune aziende: le imprese soggette alla CSRD con più di 1.000 dipendenti, ma con un fatturato fino a 450 milioni di euro, potranno scegliere se adottare la Tassonomia UE.
    • Indebolimento del principio “Do No Significant Harm” (DNSH): i criteri per valutare se un’attività ha impatti negativi su altri obiettivi ambientali saranno meno stringenti. ​
  4. Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM):
    • Restrizione dell’ambito di applicazione: l’obbligo si applicherà solo alle aziende che importano almeno 50 tonnellate all’anno di uno dei beni regolamentati, escludendo automaticamente le aziende che importano volumi inferiori.
    • Posticipo dell’entrata in vigore completa: l’entrata in vigore completa del CBAM, inizialmente prevista per il 2026, è stata posticipata al 2027.

Conclusioni:

Il Pacchetto Omnibus rappresenta un tentativo significativo di bilanciare l’ambizione delle politiche ambientali europee con la necessità di limitare i costi e la complessità per le aziende, soprattutto quelle di dimensioni più contenute. Le semplificazioni proposte non costituiscono un abbassamento degli standard ambientali e sociali, ma piuttosto un tentativo di rendere questi standard più accessibili e implementabili.​

Le proposte legislative saranno ora sottoposte al Parlamento Europeo e al Consiglio per la loro valutazione e adozione. Le modifiche alla CSRD, CSDDD e al CBAM entreranno in vigore una volta che i co-legislatori avranno raggiunto un accordo sulle proposte e dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.

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