Mutui Barclays, le speranze dei mutuatari
Il risico della giurisprudenza sui noti mutui Barclays
Sebbene non siano più commercializzati dal 2010, i mutui ipotecari a tasso variabile indicizzati al franco svizzero collocati da Barclays nel nostro Paese sono ancora oggi motivo di vivace dibattito giurisprudenziale, anche, ovviamente, per l’aggravio economico subito da migliaia di mutuatari, che hanno sottoscritto questi contratti di mutuo senza ben comprenderne il funzionamento né immaginando le conseguenze cui andavano incontro.
Si tratta, come noto agli addetti ai lavori e purtroppo a chi ha sottoscritto tali contratti, di finanziamenti prevedenti un doppio meccanismo di indicizzazione, uno di tasso – trattandosi di mutui a saggio variabile con parametrizzazione all’Euribor – l’altro valutario, con ancoraggio al rapporto di cambio tra euro e franco svizzero.
Il combinato effetto di tali due meccanismi di indicizzazione, invero soprattutto quello valutario, ha determinato pesanti conseguenze economiche in capo ai mutuatari, che talvolta sono ricorsi alla giustizia per sentire accertare l’invalidità di tali contratti.
Invero, le clausole di cui si discorre sono indubbiamente formulate in modo scarsamente comprensibile ai più e certamente ai consumatori, principali sottoscrizioni di tali contratti.
La questione che da anni si pone in giurisprudenza è dunque legata alla verifica di eventuali profili di illegittimità di clausole così poco intellegibili e dagli effetti imprevedibili.
Occorre immediatamente chiarire che la giurisprudenza di merito ha spesso (ma non sempre) dato ragione alla banca inglese.
In controtendenza, tuttavia, si pone il Tribunale di Milano, che con le sentenze n.6054 e 6056 del 13.06.2024 e la recentissima sentenza n.1970 del 10 marzo scorso ha dichiarato la nullità delle clausole in discorso per vessatorietà in danno del consumatore, ciò anche alla luce di oramai molteplici pronunce della CGE che, come noto, da sempre assume un atteggiamento di particolare tutela per il consumatore.
Recentemente, però, sia il Consiglio di Stato sia la Corte di Cassazione hanno dato ragione a Barclays, ritenendo valide le clausole in discorso.
La questione sembra ancora tutta da risolvere, anche perché si intreccia con altra ancora (molto) aperta: Barclays, difatti, è tra le banche che si sono rese protagoniste della manipolazione del tasso Euribor tra il 2005 e il 2008 e su tale questione, rimessa la vaglio delle SS.UU., si è in attesa del preliminare pronunciamento della CGE.