Oggi il mondo aspetta che Trump e Putin si parlino

Oggi il mondo aspetta che Trump e Putin si parlino

L’annunciata telefonata è la punta dell’iceberg degli effetti che Trump può generare,  con risvolti ben più diffusi.

Il contatto telefonico di oggi tra i due leader potrebbe segnare una svolta per la guerra in Ucraina.

Non ci sono indizi che consentano di prevedere quale accordo tale confronto possa generare, anche se le dichiarazioni dell’amministrazione americana sono molto ottimistiche.

In questo contesto paiono fuori luogo le asserzioni tedesche e francesi sull’ipotesi di schierare i propri soldati nel conflitto, alternativa anche se spero solo teorica, assolutamente inaccettabile per il nostro Paese.

Intanto, anche in ambienti più frivoli come Hollywood si sta facendo i conti con il vento della normalizzazione trumpiana.

Infatti, la stessa Disney, ha generato una nuova edizione di Biancaneve, annunciata nell’estate 2021, in piena epoca Biden, con un’attrice colombiana (Rachel Zegler) nei panni della protagonista.

Subito molti osservatori hanno criticato la scelta che doveva essere, assieme ad altre, una chiara distinguo rispetto a quelle relative all’impianto sessista (?!) della fiaba originale dei fratelli Grimm.

Infatti, l’attrice si è spinta ad affermare che nel film animato del 1937: “C’è un grande focus sulla sua storia d’amore con un tipo (il principe azzurro) che chiaramente le fa stalking”.

Anche sui sette nani la Disney avrebbe voluto effettuare una rivisitazione radicale sostituendoli con personaggi di fantasia, in nome di una edizione political corretta, sempre con buona pace della fiaba originale che, tutto sommato, non pareva così diseducativa, anche perché, a ben vedere, i citati nani, parevano poter rappresentare un bell’esempio di inserimento positivo di personaggi diversamente abili, nel contesto della narrazione.

Nei prossimi giorni vedremo la versione definitiva sugli schermi, infatti la Disney pare abbia elaborato almeno tre versioni con contenuti abbastanza differenti proprio su questi aspetti.

Comunque, per tornare a temi più impattanti sulla vita reale, ieri anche l’onorevole Chicco Testa, presidente di Federambiente, ha preso atto di quanto da noi evidenziato già un paio di settimane fa al loro annuncio: i dazi sono una nuova tassa che tutti dovremo pagare con l’effetto deprimente sugli scambi e, specialmente, sul potere di acquisto del cittadino comune, che vedrà aumentare almeno del 25% il costo di alcuni prodotti e servizi.

Infatti, se al momento oggetto dei provvedimenti sono alcune commodities come acciaio, alluminio e ghisa, è abbastanza prevedibile che si possano espandere a molti altri settori e non solo a vino, formaggi, carne, ecc..

Tale fenomeno, però, potrebbe colpire aree ancora più importanti su cui non abbiamo alcun riparo.

L’Europa, infatti, ha completamente trascurato alcuni settori che potrebbero metterci in gravissime difficoltà.

Quali? Forse nessuno si è ancora reso conto che dipendiamo dagli USA per molti settori del mondo informatico, e non mi riferisco dei possibili blocchi sul funzionamento degli aerei da caccia F 35 bensì a settori molto più impattanti sulla nostra vita.

Tutta la tecnologia informatica moderna è americana, non solo i social ma, specialmente, l’ossatura portante chiamata internet e tutti gli strumenti che gestiscono la rete.

Certo la prospettiva è terrificante e forse, spero, irreale, ma Starlinc e l’Ucraina dovrebbero insegnare.

Per concludere, in tale panorama, fanno quasi tenerezza le vicende relative agli appelli di boicottaggio delle Tesla.

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