Responsabilità civile dei sindaci al traguardo
Responsabilità civile dei sindaci al traguardo approvato il tetto per una maggiore equità
La limitazione della responsabilità dei sindaci giunta al traguardo. Il 12 marzo il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge Schifone, che introduce una modifica fondamentale al sistema di responsabilità civile dei sindaci delle società di capitali. Il provvedimento, fortemente voluto dalla deputata Marta Schifone di Fratelli d’Italia, stabilisce un limite, parametrato ai compensi annuali, alla responsabilità patrimoniale dei sindaci, in via solidale con quella degli amministratori per omessa o mancata vigilanza sugli atti di questi ultimi.
La legge, che riscrive l’articolo 2407 del Codice civile, segna una svolta storica nella regolamentazione del ruolo dei sindaci, introducendo un sistema più equilibrato e giusto per i liberi professionisti impegnati in questo compito di controllo. Il disegno di legge (A.S. 1155) prevede tre fasce di responsabilità in base al compenso annuale ricevuto dai sindaci, al fine di evitare che siano penalizzati eccessivamente rispetto al loro ruolo.
I nuovi limiti della responsabilità
Da oggi, i sindaci risponderanno, in via solidale con gli amministratori, solo entro un limite stabilito in base al compenso annuale. Il risarcimento massimo è suddiviso in tre fasce:
- Compensi fino a 10.000 euro annui: risarcimento massimo pari a 15 volte il compenso annuale.
- Compensi tra 10.000 e 50.000 euro: risarcimento massimo pari a 12 volte il compenso.
- Compensi superiori a 50.000 euro: risarcimento massimo pari a 10 volte il compenso.
Inoltre, la legge stabilisce un termine di prescrizione di cinque anni per esercitare l’azione di responsabilità verso i sindaci, decorrente dal momento del deposito della relazione allegata al bilancio relativo all’esercizio in cui si è verificato il danno. Questa modifica offre una maggiore certezza e protezione per i professionisti, evitando che vengano esposti a rischi patrimoniali ingiustificati.
Le associazioni di categoria
Soddisfazione è stata espressa anche dalle sigle sindacali UILP UNIONE ITALIANA LIBERE PROFESSIONI, UNICO UNIONE ITALIANA COMMERCIALISTI, ANC ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMMERCIALISTI, CONFPROFESSIONI CONFEDERAZIONE ITALIANA LIBERE PROFESSIONI, U.N.G.D.C. UNIONE NAZIONALE GIOVANI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI, SI.N.A.G.ECO SINDACATO NAZIONALE AMMINISTRATORI GIUDIZIARI E COADIUTORI.
L’Ufficio stampa UILP sottolinea «Costituisce un avanzamento fondamentale per il mondo professionale, sanando una disparità normativa che ha gravato eccessivamente sui professionisti per troppo tempo, si rende necessario un intervento analogo per gli amministratori giudiziari, che oggi si trovano ad affrontare un eccesso di responsabilità non più sostenibile».
L’ Ufficio stampa di SI.N.A.G.ECO «Rappresenta un intervento essenziale per ristabilire un equilibrio nella responsabilità professionale, correggendo un’anomalia normativa che ha penalizzato i sindaci delle società di capitali. Auspichiamo che questa stessa logica venga applicata anche agli amministratori giudiziari, la cui esposizione a responsabilità sproporzionate necessita di un intervento normativo che ne limiti gli eccessi».
Marco Cuchel, Presidente ANC, il risultato «dimostra come un’azione promossa su più fronti, da parte delle componenti delle categorie coinvolte, porti ad ottenere risultati concreti» .
Per il presidente, Marco Natali, CONFPROFESSIONI, un principio «essenziale per ristabilire proporzionalità e certezza del diritto, evitando oneri eccessivi e incentivando l’assunzione di incarichi da parte di professionisti altamente qualificati».
Domenico Posca Presidente di UNICO «un passo importante verso una maggiore equità e tutela del mondo professionale, che rafforza il principio di responsabilità proporzionata e riconosce il valore dell’unità d’intenti tra le diverse categorie di professionisti nella costruzione di un sistema normativo più equilibrato e giusto».
Francesco Cataldi, Presidente U.N.G.D.C.: «Determinare un parametro certo per la responsabilità dell’organo di controllo, con una scadenza temporale chiara, dopo che, negli anni, il sistema ha fatto ricadere sui sindaci spesso azioni non riferibili a inadempimenti della vigilanza e neppure governabili con la migliore diligenza professionale, consentirà un riavvicinamento dei giovani a questo ruolo».
Il CNDCEC
Il Presidente del CNDCEC Elbano de Nuccio, scrive il redattore de Il Sole 24 ore Valeria UVA sul quotidiano economico: «traguardo storico per la professione, perché finalmente diventa legge dello Stato la perimetrazione della responsabilità dei componenti del collegio sindacale. Nel corso degli anni il timore derivante da responsabilità illimitate aveva allontanato molti professionisti dallo svolgimento di questa insostituibile funzione, ma questa perimetrazione farà riavvicinare al collegio sindacale tanti professionisti di qualità, rafforzandone, quindi, la sua funzione a tutela della tenuta del sistema economico nazionale». Riporta ancora UVA “Ha ringraziato nel corso di una conferenza stampa anche il Governo e la politica. A partire dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano”, «per aver mantenuto l’impegno preso con la categoria».
Il principio di equità e tutela dei liberi professionisti
Il disegno di legge Schifone rappresenta un passo fondamentale per la tutela dei liberi professionisti che ricoprono il ruolo di sindaco nelle società di capitali. Marta Schifone, prima firmataria del provvedimento, ha sottolineato che questa legge è “un risultato storico che va a modificare una normativa pregressa, ingiusta e squilibrata”. “Abbiamo messo in campo una modifica normativa all’art. 2407 del codice civile che afferma un principio di equità e di tutela per i liberi professionisti”, ha dichiarato Schifone durante la conferenza stampa di presentazione della proposta.
Schifone ha poi aggiunto che la legge precedente metteva sullo stesso piano il controllore e l’amministratore, creando un cortocircuito che è stato finalmente eliminato. “Abbiamo perimetrato la responsabilità in base al compenso annuo del sindaco, prevedendo tre scaglioni, secondo un metodo europeo”, ha spiegato la deputata.
L’approvazione unanime e la soddisfazione di FdI
Il disegno di legge è stato approvato all’unanimità, un segnale di ampio consenso trasversale per questa riforma. Il Ministro Tommaso Foti, ha espresso piena soddisfazione per il risultato, evidenziando che il provvedimento era stato calendarizzato in Aula appena sono state raggiunte le condizioni tecniche e politiche necessarie. “Un lavoro apprezzato trasversalmente, sia perché nessun emendamento al provvedimento è stato presentato sia perché ha ottenuto l’approvazione unanime della Camera”.
Carolina Varchi, relatrice della legge, ha precisato che non si tratta di una battaglia di protezionismo per una categoria, ma di un atto di giustizia nei confronti dei liberi professionisti. “Era inammissibile che ci si trovasse quasi di fronte a una ‘probatio diabolica’, dove il professionista era considerato responsabile fino a prova contraria”, ha dichiarato Varchi.
Il punto di vista dei deputati FdI
Saverio Congedo, deputato di Fratelli d’Italia, ha sottolineato che questa legge rappresenta un segno di civiltà. “Molti professionisti più capaci rifiutavano gli incarichi per paura delle responsabilità. Ora, con questa legge, abbiamo finalmente messo un limite giusto”, ha commentato Congedo. Andrea De Bertoldi, ha aggiunto: “Questa è una battaglia per il sistema Italia, un traguardo che beneficia tanto le imprese quanto i liberi professionisti. Con il governo Meloni, finalmente i professionisti hanno ottenuto il merito che gli era dovuto”.
Anche Mariangela Matera, deputata di Fratelli d’Italia, ha espresso il suo orgoglio per l’approvazione della legge, rivelando che in passato aveva rifiutato incarichi come membro del collegio sindacale proprio a causa della responsabilità patrimoniale eccessiva rispetto ai compensi. “Finalmente, questa norma introduce anche il termine di prescrizione di 5 anni per l’azione di responsabilità verso i sindaci”, ha concluso Matera.
Le prospettive per le imprese e il sistema economico
Con l’introduzione del tetto alla responsabilità civile dei sindaci, il legislatore ha dato un segnale importante di equità e bilanciamento. Questa legge non solo tutela i professionisti, ma offre anche maggiore stabilità e certezza per le imprese, che potranno contare su un sistema di controllo più sereno e strutturato. Inoltre, il nuovo quadro normativo rappresenta un passo in avanti per il sistema economico italiano, che beneficia di un maggiore rigore nella governance societaria e di un sistema di responsabilità proporzionato al ruolo ricoperto dai sindaci.
La riforma del Codice civile, con l’introduzione del tetto alla responsabilità, sembra dunque destinata a migliorare il funzionamento del mercato delle società di capitali e a garantire una gestione più equilibrata delle cariche di controllo.
Si continui a seguire la strada della tutela delle professioni intellettuali, perché senza intelletto non c’è sviluppo, non c’è futuro.
Qui il link per scaricare il testo del disegno di legge (A.S. 1155)