Il Governo approva la Riapertura dei Termini per il CPB
Riapertura dei Termini per il Concordato Preventivo Biennale 2024-2025, nuove Opportunità e Regole per i Contribuenti
Il Consiglio dei Ministri convocato martedì 12 novembre 2024, alle ore 11.30 a Palazzo Chigi, per l’esame del seguente ordine del giorno: SCHEMA DI DECRETO-LEGGE: Misure urgenti per la riapertura dei termini di adesione al concordato preventivo biennale, ha ufficialmente annunciato la riapertura dei termini per aderire al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per l’annualità 2024-2025. I contribuenti che non hanno presentato la loro adesione entro il 31 ottobre scorso, quindi, avranno un’ulteriore opportunità per partecipare a questa misura fiscale, con scadenza fissata per il prossimo 12 dicembre 2024. La decisione arriva dopo settimane di incertezze e richieste di chiarimenti da parte di professionisti e contribuenti, che avevano sollevato dubbi su vari aspetti pratici dell’istituto.
Il Decreto Legge in Arrivo
Il Governo ha approvato la riapertura dei Termini per il CPB 2024-2025, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e su proposta del Ministro Giorgetti; per formalizzare la proroga, il governo provvederà alla pubblicazione di un “provvedimento ad hoc”. Quest’ultimo, confluirà infatti in un emendamento al Decreto Legge 155/2024, attualmente all’esame del Senato e da convertire entro il 18 dicembre prossimo. La riapertura dei termini fornirà quindi a contribuenti e consulenti un mese in più per decidere se aderire o meno al concordato preventivo biennale.
Le Condizioni della Proroga
La riapertura dei termini interesserà esclusivamente i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi per l’anno 2024 entro il 31 ottobre. Chi non ha rispettato questa scadenza, pur potendo comunque regolarizzare la propria posizione con una dichiarazione tardiva entro 90 giorni, non potrà partecipare al CPB per il biennio 2024-2025. Inoltre, le prime anticipazioni suggeriscono che la proroga potrebbe comportare una nuova condizione: i contribuenti che decideranno di aderire tra il 1° novembre e il 12 dicembre dovranno accettare di dichiarare per il biennio 2024-2025 (o solo per il 2024 nel caso dei contribuenti in regime forfetario) un reddito maggiore rispetto a quello determinato nella dichiarazione originaria per il 2023. Tale dettaglio, tuttavia, dovrà essere confermato con il testo definitivo del decreto.
Le Posizioni dei Professionisti
La proroga è stata accolta positivamente dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC), che ha sottolineato come la misura possa rappresentare un’opportunità per aumentare gli incassi fiscali, contribuendo al successivo abbassamento della pressione fiscale sulle famiglie italiane. L’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), ha osservato una possibile limitazione della proroga ai soli contribuenti che hanno presentato la dichiarazione nei tempi, ritenendo che tale criterio sia “discriminante” nei confronti di coloro che, pur avendo la possibilità di farlo, hanno inviato la dichiarazione successivamente. L’organizzazione sindacale Unione Italiana Commercialisti (UNICO), ricordando che alla fine il Consiglio dei Ministri ha ascoltato la voce dei commercialisti italiani, auspica che l’ emendamento al Decreto Legge 155/2024, attualmente all’esame del Senato, non porti discriminazioni tra contribuenti a seconda delle date di presentazione della dichiarazione dei redditi, consentendo a tutti i contribuenti maggior tempo per la valutazione di adesione al CPB ed al ravvedimento speciale.
Un’Opportunità da Valutare con Attenzione
La riapertura dei termini, tuttavia, deve essere valutata con attenzione, soprattutto alla luce delle modifiche e delle condizioni aggiuntive che potrebbero essere introdotte dal nuovo decreto.
Nuove Condizioni per l’Adesione al CPB
Si ritiene nell’attesa del decreto e di possibili chiarimenti del Viceministro Leo che l’adesione al CPB, per i contribuenti che non hanno aderito entro il termine del 31 ottobre, sarà possibile purché vengano rispettate precise condizioni legate alla dichiarazione integrativa. I contribuenti dovranno presentare una dichiarazione dei redditi integrativa rispetto a quella già presentata entro il 31 ottobre 2024. (L’integrativa serve a correggere eventuali errori o omissioni nella dichiarazione iniziale, consentendo al contribuente di regolarizzare la propria posizione). No a Variazioni Fiscali Negative, infatti, affinché l’adesione al CPB sia valida, nella dichiarazione integrativa non dovranno risultare un minore imponibile, un minore debito d’imposta o un maggiore credito rispetto a quanto dichiarato originariamente. In altre parole, la dichiarazione integrativa deve mantenere la stessa base imponibile e lo stesso debito d’imposta (o credito) indicato nella dichiarazione dei redditi originale presentata entro il 31 ottobre.
Questa condizione serve a evitare che i contribuenti utilizzino l’integrazione della dichiarazione per “aggiustare” in maniera favorevole la propria situazione fiscale (ad esempio, riducendo l’imponibile o aumentando i crediti fiscali), e a garantire che l’adesione al concordato sia il frutto di un’effettiva regolarizzazione delle posizioni fiscali, piuttosto che un tentativo di ottenere vantaggi indebiti.
Rischi e Opportunità Fiscali: il Legame con gli Acconti
Un aspetto importante riguarda il legame tra l’adesione al CPB e il versamento del secondo acconto fiscale. La scadenza per il versamento è fissata al 2 dicembre, ma se un contribuente decide di aderire al CPB dopo tale data (dal 3 al 12 dicembre), dovrà comunque procedere al versamento degli acconti entro il 2 dicembre, ricorrendo eventualmente al ravvedimento operoso per correggere l’importo versato. Se l’adesione al CPB avviene prima della scadenza del 2 dicembre, invece, gli acconti potranno essere determinati in base agli effetti del concordato e versati regolarmente.
Inoltre, i contribuenti che aderiscono al CPB e scelgono di determinare l’acconto 2024 con il metodo storico dovranno considerare una maggiorazione sugli acconti, calcolata sulla differenza tra il reddito concordato e quello dichiarato nel periodo precedente. La percentuale di maggiorazione varia a seconda delle imposte dirette, IRAP e del regime fiscale applicato, come il regime forfetario.
Il Contributo del CPB al Taglio della Pressione Fiscale
Il governo ha ribadito che l’introduzione della riapertura dei termini per il CPB (ad oggi incassati 1.300.000,00) rappresenta una misura importante per aumentare la compliance fiscale, favorendo il rientro delle entrate tributarie senza ricorrere a forme di esazione coattiva. Questa strategia mira a ridurre il carico fiscale sulle famiglie italiane, utilizzando anche i maggiori incassi provenienti da questa procedura per finanziare il taglio delle tasse.
In sintesi, la riapertura dei termini per aderire al concordato preventivo biennale 2024-2025 è una notizia che potrebbe offrire nuove opportunità a molti contribuenti, consentendo loro di regolarizzare la propria posizione fiscale con modalità favorevoli. Tuttavia, sarà fondamentale monitorare l’evoluzione del decreto legge e le eventuali condizioni aggiuntive per prendere decisioni consapevoli. La riapertura dei termini, offre tempo in più per riflettere, ma comporta anche un’attenta valutazione degli aspetti pratici e fiscali legati a questa misura, che potrà avere effetti significativi sia sui versamenti degli acconti che sulla gestione delle dichiarazioni fiscali per l’anno in corso ed il successivo.