La pianificazione aziendale sconosciuta per le micro imprese
L’economia italiana ha un suo zoccolo duro di micro imprese. Forse non sono molti quelli che si chiedono quante siano questa risorsa economica.
In sintesi possiamo affermare che si definiscono “micro imprese” le realtà aziendali con meno di 10 dipendenti mentre rientrano invece nella categoria “MPI” (micro e piccole imprese) quelle attività fino a 49 dipendenti.
Questa seconda categoria comprende quindi quasi 4 milioni e mezzo di aziende, ovvero il 99% delle imprese attive in Italia. I lavoratori nel segmento delle MPI sono più di 10 milioni, ovvero più del 60% degli occupati nel settore privato.
Con questo mio articolo avrei il piacere di poter “stimolare” l’utilizzo della pianificazione aziendale che, come professionista, raramente vedo utilizzato dalle micro aziende che incontro nel mio percorso professionale.
La pianificazione aziendale è un processo fondamentale per il successo di qualsiasi attività imprenditoriale.
Ma cerchiamo di capire cos’è!
Si tratta di un insieme di attività e strategie finalizzate a definire gli obiettivi dell’azienda, le azioni necessarie per raggiungerli e le risorse da impiegare per farlo.
La stessa può essere divisa in diverse fasi, ognuna delle quali ha la sua importanza nel garantire il buon funzionamento dell’impresa.
Molti piccoli imprenditori (la cosiddetta “one man company”) sanno quello che vogliono fare ma il più delle volte si trovano a fare altro perdendo di vista il loro primo obiettivo di business.
Proviamo a semplificarla cerchiamo di fare una possibile schematizzazione:
Fase 1)
La prima fase consiste nell’analisi della situazione attuale dell’azienda (o della start-up che si vuole creare), valutando i punti di forza e di debolezza, nonché le opportunità e le minacce presenti nell’ambiente esterno. Questa analisi permette di definire gli obiettivi a breve e lungo termine dell’azienda.
Fase 2)
Pianificata la prima fase si passa alla definizione delle strategie da adottare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Queste strategie includono sia azioni concrete da realizzare, come ad esempio l’introduzione di nuovi prodotti, o servizi, sul mercato o l’apertura di nuovi mercati, sia politiche interne all’azienda, come la formazione del personale o il miglioramento dei processi produttivi.
Fase 3)
Una volta definiti gli obiettivi e le strategie, si procede alla pianificazione operativa, ovvero alla definizione delle azioni concrete da compiere per mettere in pratica le strategie stabilite. Queste azioni devono essere dettagliate nel tempo, indicando chi sarà responsabile di eseguirle, quali risorse saranno impiegate e quali indicatori saranno utilizzati per valutare il raggiungimento degli obiettivi.
Fase 4)
Può sembrare scontato ma infine è fondamentale monitorare costantemente l’andamento delle attività e degli indicatori di performance, al fine di apportare eventuali correzioni di rotta e garantire il successo delle strategie e degli obiettivi pianificati.
Partendo da questi semplici 4 punti ed avendo accanto un Consulente che monitori con l’imprenditore tutte le fasi (il Consulente strategico Aziendale che opera in sinergia con il collega Commercialista che si occupa della fiscalità e degli adempimenti tributari su incarico dell’Imprenditore) lo sviluppo aziendale ha un strada già individuata ed i risultati non tarderanno ad arrivare.
In conclusione, la pianificazione aziendale è un processo sicuramente complesso ma imprescindibile per il successo di qualsiasi impresa.
Grazie a una corretta pianificazione, è possibile definire gli obiettivi dell’azienda, le strategie da adottare per raggiungerli e le azioni concrete da compiere per mettere in pratica le strategie stabilite.
Solo attraverso una pianificazione accurata e costantemente monitorata è possibile garantire la crescita e il successo dell’azienda nel lungo termine.

